Nella Belle époque, indossare un abito Jacques Doucet era considerato un vero lusso; questo couturier, dalla vita e dal carattere singolare fu insieme a Worth uno dei padri dell’haute couture.

Nato a Parigi nel 1853 iniziò molto presto a lavorare nella maison del nonno che si occupava di lingerie, lenzuola, pizzi e articoli di merceria. Dopo la morte dei coniugi Doucet il figlio apre un salone per l’abbigliamento femminile: la “House Of Doucet”. La stampa di settore si accorge di lui, come Le Gazette Du Bon Ton, dedicadogli molte pagine della rivista. Le attrici dell’epoca lo adorano come Réjane, La Belle Otero e Sarah Bernhardt per la quale crea il costume bianco per L’Aiglon.

“La Chaine Fleurie” di Doucet, Gazette du Bon Ton no. 5 (March 1913), plate IX

Doucet aveva una creatività spiccata, influenzata dalle sue passion: egli collezionava infatti oggetti d’antiquariato, mobili, sculture e dipinti del XVIII secolo. Da perfetto mecenate acquistò nel 1924 direttamente nello studio di Picasso Les Demoiselles D’Avignon; collezionò inoltre manoscritti di noti autori francesi come Apollinaire, Baudelaire, Proust e Stendhal, e indumenti storici, soprattutto del ‘700.

Abito da ballo 1898 – 1900 The Metropolitan Museum of Art

Doucet creava abiti femminili e romantici, senza l’imposizione del busto; prediligeva gli abiti da casa, i deshabillé in tessuti traslucidi e in colori pastello, in lino ricamato o dipinto a fiori, soprattutto ortensie o con soggetti di insetti. Utilizzava chiffon ariosi e leggeri dall’aria sognante e pizzi rari (Point De Venise). Le sue creazioni erano molto popolari anche oltreoceano, i clienti americani infatti facevano eseguire copie perfette dalle altre maison.

Doucet, abito da pomeriggio 1900 – 1903Brooklyn Museum Costume Collection at The Metropolitan Museum of Art

Soprabito 1900 – 1905 Brooklyn Museum Costume Collection at The Metropolitan Museum of Art

 

Alla fine del XIX secolo la casa di mode Doucet era una delle più grandi di Parigi con un giro d’affari di 30 milioni di franchi annui. La Grande Guerra purtroppo cambiò tutto. Le donne si emanciparono, trasformando il loro modo di pensare, e soprattutto lavoravano e praticavano sport. Il vecchio Doucet sembrava rimasto fermo nel suo tempo, insieme alle sue creazioni; nel 1924 la maison si fuse con quella di Doeulliet, ma nel 1932 anche quest’ultima cessò l’attività.

 

Francesca Galassini

 

Bibliografia

Storia della Moda dal 1850 a Oggi- Daniel James Cole e Nancy Deihl

Dizionario della Moda – Guido Vergani

http://www.fashionintime.org/history-jacques-doucet/