Innovatrice  e all’avanguardia con una fama simile a quella di Worth, Jeanne Paquin è stata una delle più importanti sarte di Francia e prima creatrice di moda donna ad aprire una sua maison de couture a Parigi. Personalità forte, audace e dal carattere schivo è considerata il successore naturale di Worth e la massima  autorità femminile nel campo della moda. Oggi è un nome dimenticato, o conosciuto solo dal suo cognome (alcuni addirittura pensano che Paquin era un uomo), ma al suo tempo era molto ammirata.

Jeanne Marie Charlotte Beckers era nata a Saint Denis in Francia nel 1869 da una famiglia borghese che fin da subito la educò all’arte di arrangiarsi; Jeanne cominciò infatti molto giovane a lavorare come apprendista da un sarto a Parigi, per poi iniziare la sua carriera presso la Maison Rouff. Nel febbraio del 1891 sposa René Isidoro Jacob, detto Paquin, un ex banchiere e uomo d’affari che la aiuterà ad aprire la sua maison in Rue De La Paix a Parigi. La prestigiosa casa di moda vantava una clientela internazionale tra cui attrici famose come la Belle Otero, Liane De Pougy, e mogli di magnati americani come i Rockfeller e i Vanderbilt.

Abito da sera 1895, Met museum

Abito da sera 1895, Met museum

Fu la prima couturier ad aprire filiali a Londra e Buenos Aires, e nel periodo di maggiore popolarità impiegò più di duemila lavoratori, superando lo stesso Worth. Donna di rara eleganza mise in pratica le tecniche apprese nella maison Rouff, esprimendo sin da subito una raffinatezza dei particolari nella scelta delle stoffe, nell’incrostazioni dei pizzi; uno stile deciso, come il celebre rosso Paquin. Purtroppo nel 1907 Isidoro Paquin muore improvvisamente, lasciando a Jeanne la guida dell’impero. Fin dall’inizio adottò iniziative coraggiose, intrattenendo strette relazioni con le clienti e occupandosi del marketing con l’impiego di modelle inviate nei luoghi dove si svolgevano eventi elitari e con l’affissione di manifesti pubblicitari nei teatri.

Abito del 1905-7, Met museum

Abito del 1905-7, Met museum

Nel 1900 le venne affidata la Presidenza del settore moda nell’Esposizione Universale di Parigi; non solo erano presenti le sue creazioni, ma anche se stessa, raffigurata tramite un manichino intarsiato d’argento che la ritraeva seduta al suo tavolo di lavoro. Nel 1914 la collezione primavera fu presentata durante un tour in alcune metropoli statunitensi come New York, Philadelphia e Chicago; e memorabile fu anche la presentazione a Londra di alcuni abiti tango.

Abito del 1912, Met museum

Abito del 1912, Met museum

 

Madame Paquin progettava abiti per tutti i momenti della giornata, dagli eccentrici abiti da sera ai confortevoli e funzionali indumenti da giorno. L’arte insuperabile che divenne tratto distintivo della maison furono i giochi di colore creati con la luce e la consistenza dei tessuti che andavano dalla luminescenza eterea degli abiti da sera fino alle tonalità pastello. Per dare maggiore risalto alle stoffe incorporava nastri, ricami e piccoli motivi decorativi con paillettes e perline.

Il successo dei costumi dei Ballets Russes comporto’ anche l’introduzione di cappotti neri rivestiti in seta rossa da indossare nelle serate a teatro. La memoria di paesi lontani, la passione per le Giapponeserie ispirano la sua collezione Impero composta da  mantelli a kimono con colli in pelliccia. Inoltre, tenendo presente le esigenze della donna moderna che desiderava una maggiore libertà nei movimenti inventò gonne a pieghe e abiti in twill blu molto popolari tra le donne lavoratrici. Nel 1910 i cappelli alla moda erano esageratamente guarniti di fiori, frutta e piume; Paquin introdusse un cappello a tesa larga con ali di uccello intere, estremizzando il gusto dell’epoca.

Cappotto da opera, 1912, Met museum

Cappotto da opera, 1912, Met museum

Nel 1920 Jeanne Paquin si ritira dalla direzione della Maison, lasciando al fratellastro la parte amministrativa, e a Madeleine Wallis il ruolo di direttore artistico. Il marchio continuò ad avere un grande  successo, ne è un esempio il vestito Chimére in stile Flapper, che si adattava perfettamente al corpo di chi ballava il Charleston o il FoxTrot. Composto da un pannello centrale in seta finissima raffigurante draghi e chimere con occhi scintillanti fu presentato all’Esposizione Universale di Parigi, simboleggiando in un certo modo l’apice dell’Haute Couture francese.

Abito Chimerè 1925, V&A

Abito Chimerè 1925, V&A

Jeanne muore nel 1956 senza però non aver ottenuto importanti riconoscimenti; nel 1913 ricevette la Legion D’Onore da parte della Francia, dal 1917 al 1919 fu Presidente della Chambre Syndacale Des Couturiers.

Francesca Galassini

 

Bibliografia:

https://fr.wikipedia.org/wiki/jeanne_paquin

www.fashionintime.org/history-couturejeanne-paquin-18691956/

http://www.vistelacalle.com/23722/jeanne-paquin-laprimera-disenadora-con-fuerza/

Dizionario Della Moda 2004- Guido Vergani