Avevamo già parlato di Isadora Duncan, la ballerina che con il suo stile libero e naturale aveva rivoluzionato la danza e la moda del suo tempo; ma lei non fu l’unica. Oggi parliamo di Loïe Fuller, nome d’arte di Marie Louise Fuller, ballerina, attrice, sceneggiatrice e imprenditrice americana che tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, rivoluzionò il concetto di danza e dello spettacolo con le sue idee.

Loïe Fuller, nacque a Fullersburg (Stati Uniti) nel 1862 e pur non avendo mai studiato danza, conquistò Parigi nella sua serata di apertura al Folies-Bergère il 5 novembre 1892. Il suo spettacolo era qualcosa di mai visto prima, era una combinazione di musica, luce e movimento. Manipolando con bastoncini di bambù un’immensa gonna fatta di oltre un centinaio di metri di seta traslucida e iridescente, la ballerina evocava forme naturali di fiori, farfalle e fiamme in perpetua metamorfosi attraverso un gioco di luci colorate. Gli effetti di luce innovativi di Loie, trasformarono le sue danze in coinvolgenti sintesi di movimento, colore e musica, in cui la ballerina stessa quasi scomparve.

Prima di diventare famosa, Loie aveva lavorato nel mondo dello spettacolo come attrice, danzatrice e perfino come direttrice di una piccola compagnia di vaudeville, tutti ruoli che li permisero di sviluppare un suo stilo e la sua idea di danza. All’inizio, il suo spettacolo era un’esibizione, dove lei ballava con un ampio abito di seta mentre dei riflettori con luce colorata venivano puntati sulla scena; il suo stile iniziò a perfezionarsi fino all’arrivo dello spettacolo “Le Feu” (”Il Fuoco”), dove lei sembrava una massa di fuoco vivente e le sue sciarpe grandi lingue di fuoco.

Ogni spettacolo rifletteva l’evoluzione delle sue sperimentazioni sulla luce, sui colori, sul movimento, era una sorta di Leonardo da Vinci dello spettacolo e spesso cercarono di rubare le sue idee innovative, perciò Loie cercava di brevettarle, ma non sempre questo bastava. All’inizio Loïe crea composizioni di forme naturali ispirate all’Art Nouveau come fiori e farfalle; in seguito, andrà alla ricerca degli elementi naturali come l’acqua, il fuoco e il vento che presto si trasformarono nei fenomeni naturali come tempeste, vulcani e bufere, fino a creare immagini della propria fantasia.

Loie, cambiò le regole della danza, scelse per i suoi spettacoli un palco completamente nudo (senza scenografia) con fondale e quinte neri, ballando a luce spente, solo con i proiettori puntati su di lei in modo che per gli spettatori ci fosse solo la danza e nient’altro. Ma il suo genio creativo non si fermò li, oltre ai suoi spettacoli, sponsorizzava altri artisti come la stessa Isadora Duncan e creò persino una scuola di danza per bambine, dove erano libere di muoversi come l’istinto le suggeriva.

Dal libro, Magia; Illusioni teatrali e diversioni scientifiche (1897) scritto da Albert Allis Hopkins e Henry Ridgely Evans

Artisti, fotografi e scrittori tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento come Henri de Toulouse-Lautrec, August Rodin, Jules Chéret, Alphonse Mucha , Harry C. Ellis e Eugène Druet erano ammaliati dalla rivoluzione estetica che stava compiendo, dedicandole poemi e dipinti, come Mallarmé, che dopo aver visto un suo spettacolo scrisse che la sua danza era “la forma teatrale della poesia per eccellenza”.

Lampada in bronzo di Loie Fuller, realizzata da Pby Raoul Larche

Jules Chéret – Folies Bergere: Loie Fuller, France

Assai discussa fu anche la sua vita privata, non nascose mai la sua omosessualità ed ebbe numerose amanti nel suo corpo di ballo; la storia più importante fu con Gabrielle Boch, con la quale visse per ben 23 anni, fino alla sua morte.

La Fuller era talmente ossessionata dalla sua arte da trascurare completamente il suo corpo, la pesantezza delle centinaia di metri del suo abito, il dover ballare sorreggendo i bastoni di bambu sempre più lunghi e pesanti, le forte luci dei riflettori puntati su di lei per tutto lo spettacolo, la consumavano esibizione dopo esibizione e fu proprio questa ossessione che la portò alla morte quando concepi l’idea di creare delle ali di farfalla al radium, le cui radiazioni ionizzanti le provocarono un cancro al seno che la indebolì e in seguito morì di una broncopolmonite nel 1928.

Le è stato dedicato un film nel 2016 dal titolo “La Danseuse”, in italiano, “Io Danzerò”,dove si raccontano tutte le peripezie che Loie ha dovuto fare per arrivare al successo e come la sua arte fosse per lei più importante di tutto il resto.

Ana Muaraca

Bibliografia e sitografia:

 


http://www.metmuseum.org/collection/the-collection-online/search/287806?=&imgno=0&tabname=label

https://www.robadadonne.it/galleria/loie-fuller-la-lesbica-che-sfido-la-sua-epoca-e-che-mori-per-ballare-con-le-ali/ Roba da Donne

https://it.wikipedia.org/wiki/Lo%C3%AFe_Fuller

http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/11/loie-fuller-una-carriera-da-dilettante-deccellenza-fra-danza-e-cinema-pt.-2

http://www.danceit.org/900I.html

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/loie-fuller/