Le righe hanno caratterizzato a lungo i trasgressori, gli immorali, gli infedeli e sono state spesso utilizzate per evidenziare qualcosa contro natura, ma le cose erano destinate a cambiare, e le righe che durante il medioevo erano considerate persino diaboliche e in seguito segno dei servi, a partire dell’Ancien Régime diventano righe aristocratiche.

Questa nuova categoria è quella che usano le persone alla moda e di classe, non più orizzontale come in passato, ma verticali; questa nuova tipologia di righe, anche se ha radici nel rinascimento, appare con forza a partire dalla fine degli anni 70 del settecento, grazie alla rivoluzione americana e alla sua bandiera a stelle e righe che divenne il simbolo della rivoluzione, del cambiamento, della libertà e della anglofobia; così, abiti (da uomo e da donna, interni ed esterni), mobili, tappezzerie cominciano ad adornarsi di righe, spesso sottili e di colori vivi (bianco – rosso, bianco – blu, bianco – verde e verde – giallo) e anche se la moda ebbe inizio in Francia, si diffonde velocemente in tutta Europa, persino in Inghilterra.

Abito degli anni 70 del settecento

Antoine Vestier, Portrait of a Lady with a Book, Next to a River Source, ca 1785

La rivoluzione Francese uso le righe come emblema, tutto doveva essere rigato, per dimostrare la sua contrapposizione agli antichi sistemi, anche se gli antichi sistemi, continuarono a usare le righe; così troviamo che sia lo stile Luigi XVI che lo stile direttorio ne fecero largo uso, con solo un paio di differenze, mentre l’ancien regime usava la bicromia e la sequenza ripetuta, la rivoluzione, ispirandosi alla coccarda e alla bandiera francese, scelse la tricromia e una sequenza unica di colori, portando persino all’abbigliamento ad avere un’alternanza di 3, 4 o più colori.

The Incroyable, from “Fancy Dresses Described” 1887

Abito del 1812, Foto: V&A

Con la Campagna d’Egitto che Napoleone fece tra il 1798 e il 1801, la moda delle righe divenne ancora più forte, ma si concentrò prevalentemente sull’arredamento piuttosto che sull’abbigliamento, che mise le righe un po’ da parte fino agli anni 60 – 70 dell’800 quando una lenta trasformazione portò a una nuova adozione delle righe nell’abbigliamento per il tempo libero, in particolare, per andare in spiaggia.

Costume da bagno del 1898, Foto: http://funnypicsonly.com

Questa volta però, la rigatura ha perso completamente la sua indole rivoluzionaria per adottare un’origine marinara; anche se non è chiaro quando i marinai iniziarono a utilizzare le righe nei loro abiti, non ci sono testimonianze anteriori al XVII secolo, ma si sa che le righe furono di uso comune fra i mariani semplici dal XVIII secolo e che tali righe, avevano una connotazione persino dispregiativa.

La società di fine 800 adotto queste righe, nonostante la sua umile origine perché andare in spiaggia a farsi il bagno era non solo un modo di divertirsi, di usare il proprio tempo libero, ma anche un’attività igienica e ciò che toccava il corpo, tradizionalmente doveva essere bianco, ma un costume da bagno di tale colore non era molto pratico una volta bagnato, quindi l’opzione era quella di adottare i colori pastello, che erano la cosa più vicina al bianco, ma altrettanto poco pratici, o le righe, che erano una sorta di bianco spezzato, e con la presenza delle righe marinare, la scelta fu ovvia; da qui, il passo fu breve all’utilizzo delle righe anche al di fuori della spiaggia, per abiti da passeggio, sportivi, e persino da gran soirée, preferendo sempre l’abbinamento tra il bianco e un altro colore.

Sea Side Dress 1885-1888 The Metropolitan Museum of Art

Evening Dress 1865 The Museum of Fine Arts, Boston

Con la rivoluzione industriale e in particolare con la produzione più meccanizzata dei tessuti intorno al 1770, le righe sono dappertutto e arrivano con ancora più forza nell’abbigliamento, nell’arredamento e nella decorazione; ormai la riga, non è più aristocratica, ma popolare.

Ana Muraca

 

Bibliografia: “La stoffa del diavolo” di Michel Pastoureau.