La perla si forma quando un corpo estraneo entra in un’ostrica che per difendersi lo ricopre con del tessuto perlifero, dando come risultato una preziosa perla che può avere dimensione, colore e forma diversa. 

  La perla è comunemente associata all’innocenza, alla purezza, all’umiltà e alla dolcezza e sono queste le caratteristiche che la rendono particolarmente adatta a essere indossata o regalata nel giorno delle nozze soprattutto in oriente, mentre l’occidente vede un cattivo presagio perché associa le perle alle lacrime e se indossate il giorno del matrimonio, simbolizzano le lacrime che la sposa verserà durante la sua vita coniugale.  La perla è perfetta di natura, non ha bisogno dell’intervento dell’uomo per diventare bella, perciò è stata la prima gemma a essere conosciuta dall’uomo primitivo.

 Fin dai primi tempi, l’oriente ne fu accattivato dalla sua bellezza, in particolare gli Indiani e i Persiani le incorporarono nel loro abbigliamento, le collezionarono a grande scala e ne ornarono le proprie divinità. Non esiste testo sacro antico che non ne faccia riferimento come simbolo di purità e di castità, dal Ramayana e Mahabharata, al Corano, passando per la Bibbia. Alessandro Magno al rientro dalla sua vittoria sull’ultimo re di Persia, portò nel suo bottino di guerra anche le perle, dandole così a conoscere nel mondo occidentale.

Collana greca con perle e oro al Metropolitan museum

 Probabilmente i Greci ottenevano le loro perle dall’oriente attraverso i mercanti fenici e da loro, l’ammirazione per le perle passò velocemente fino ai Romani che le conoscevano con il nome greco di “margaritae” e che grazie ai bottini delle guerre con i popoli orientali, arrivarono numerose all’impero. E nota l’ammirazione che Caligula nutriva per le perle, tanto da decorare il suo cavallo preferito con una collana di perle e di far ricamarle sulle proprie ciabate; ma nulla può paragonarsi all’uso che ne fecero le matrone romane, per le quali esse erano indispensabili nel loro abbigliamento; loro ritenevano fossero il gioiello di Venere e simbolo di benessere e di classe; infatti, molte donne e divinità sono state raffigurate nella scultura classica con orecchini di perle.

Orecchino di perla romano conservato al Metropolitan Museum

 Quest’amore fu tramandato al nascente impero Bizantino, basta pensare ai mosaici a San Vitale di Ravenna dove l’imperatore Giustiniano e sua moglie Teodora sono stati raffigurati riccamente decorati con perle, ma anche il resto della nobiltà era solito indossare vesti con applicazioni in lamina d’oro, pietre preziose e perle.  Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, tutti i tesori accumulati passarono in mano ai barbari che rimassero estasiati dalle bellissime perle.

Mosaico a San Vitale di Ravenna con Giustiniano a Teodora

Orecchino del 6-7 secolo, Impero Bizantino al Metropolitan Museum

  Durante il medioevo, le perle furono usate oltre che per l’abbigliamento e le insegne regali, anche per decorare oggetti sacri come reliquari, missali, vesti liturgiche, immagini dei santi e vasi sacri e per la prima volta nella storia, le perle, insieme con altre gemme, acquisirono persino poteri magici e curativi.  In particolare, si pensava che le perle avessero proprietà particolarmente indicate per i disturbi del cuore, “dal momento che sono nate dal cuore delle ostriche”, ma anche per: guarire dalla pazzia, curare le ulcere dello stomaco, l’epilessia e conservare la castità; la procedura era quella di polverizzare la perla e poi berla, rendendo il rimedio solo adatto a chi se lo poteva permettere.

Lindau Gospels

  Le crociate del XII e del XIII secolo e lo sviluppo degli ordini cavallereschi portarono in Europa l’uso delle perle come ornamento personale; in ogni cerimonia di una certa importanza, uomini e donne decoravano le proprie vesti con centinaia di perle. Alla fine del XIV secolo, la capigliatura femminile inizia a essere ornata con delle maglie che avvolgevano in tutto o in parte la pettinatura e dove erano applicate perle e piccole gemme.

Regina Elizabetta I

  Con la scoperta dell’America, dove già le perle erano molto apprezzate, inizio un traffico senza pari nella storia che riempì di perle il mercato europeo; approfittando il momento particolarmente proficuo, gli abiti, gli accessori e i gioielli si riempirono di bellissime perle, in particolare furono apprezzate quelle “barocche” vale a dire le perle di forma irregolare che erano spesso utilizzate per l’elaborazione di spille, pendenti o pendenti di cintura, dove la perla rappresentava una o alcune parti anatomiche degli animali mitologici raffigurati, tanto di moda in questo periodo.

Pendente a forma di salamandra, fine 1500 al V&A Museum

  Nel XVII secolo, quest’ornamentazione cosi ricca e stravagante iniziò a essere progressivamente abbandonata come conseguenza dei cambiamenti religiosi e politici, insieme al declino della produzione di perle provenienti dall’America; la situazione non cambiò nel XVIII secolo, anzi, nel frattempo le tecniche per il taglio e la pulitura dei diamanti aumentò la loro popolarità, e la scoperta nel 1727 di nuovi giacimenti in Brasile, compromise la già scarsa domanda di perle.

Un cambiamento nel mercato delle perle si vide intorno alla metà del XIX secolo, quando cominciò la produzione di perle di colorazione oscura nelle isole del mare del sud e nella costa del golfo del Messico; questa tipologia all’inizio non fu molto apprezzata, si preferivano le più tradizionali perle bianche o gialle, ma notate e indossate dall’imperatrice Eugenia di Francia, cominciarono ad avere un grande successo. 

Winterhalter ritratto dell’Imperatrice Eugenia- XIX secolo, al Louvre

 Durante il periodo Edoardiano (1901-1910) la moglie del Re Edoardo VII, Alessandra di Danimarca impose la moda della gioielleria bianca, realizzata abbinando diamanti, perle e platino; lei era solita indossare i “collier du chien” che stretti intorno al collo nascondevano la sua cicatrice, insieme a lunghe collane di perle.  Seguendo sempre questa moda, la regina Italiana, Margherita di Savoia indossava le sue famosissime collane di perle, si trattava di più di 14 fili di perle che aveva ricevuto anno dopo anno come regalo dal re Umberto, insieme ai suoi orecchini di perle a goccia e la sua corona di perle e diamanti.

Margherita di Savoja, 1901

Ana Muraca

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