Ballerina, attrice e commediante, durante gli anni 20 e 30, socialitè e spia francese durante la seconda guerra mondiale, attivista per i diritti civili durante gli anni 50 e 60; insomma, una donna poliedrica che è stata in grado di rompere gli schemi e di anticipare il proprio tempo.

Illustrazione: Alice Negri

La nostra icona di moda di oggi è Freda Joséphine McDonald, in arte Josephine Baker, nata a St. Louis negli Stati Uniti nel 1906, ma di origine meticcia afroamericana e amerinda; Josephine è cresciuta pulendo le case e facendo da baby-sitter a famiglie benestanti; quando aveva 13 anni, lavorò da cameriera presso The Old Chauffeur’s Club, dove conobbe Willie Wells chi da lì a poco, diventerà suo marito per un brevissimo periodo. Ancora adolescente, iniziò a ballare nei teatri della sua città con un discreto successo, e in seguito si risposò con Willie Baker nel 1921 da cui prese il suo cognome d’arte, ma anche questo matrimonio ebbe una breve durata; forse il suo carattere libero e disinvolto per l’epoca non riusciva a inquadrare con la mentalità maschilista americana.

Grazie al suo modo di ballare, Josephine era stata scelta per far parte del St. Louis Chorus vaudeville show a soli 15 anni. La sua carriera è iniziata con la commedia blackface nei club locali, queste esibizioni gli hanno dato l’opportunità di fare un tour a Parigi nel 1925, dove si esibì con la Revue nègre al teatro degli Champs – Elysées, diventando un successo immediato per la sua danza erotica e per apparire praticamente nuda sul palco. Dopo il tour Europeo, è tornata in Francia per recitare al Folies Bergère, stabilendo lo standard per i suoi futuri spettacoli. La sua prima esibizione fu provocatoria, indossava un succinto abito nero con una decorazione di vere piume di pavone che accentuavano il suo posteriore, mentre ballava una musica dal folklore africano.

Il suo successo coincise (1925) con l’Exposition des Arts Décoratifs, che diede origine al termine “Art Deco”, e anche con un rinnovato interesse per le forme d’arte non occidentali, incluso l’africano. Nei suoi spettacoli a Parigi, è stata spesso accompagnata sul palco dal suo ghepardo domestico, “Chiquita”, che era adornato con un colletto di diamanti.

Illustrazione: Alice Negri

Fin dall’inizio della sua carriera, Josephine aveva giocato con una forte componente erotica ed esotica che avrebbe fatto la sua fortuna; così facendo ha oltrepassato i limiti della sua epoca e sfidato il suo pubblico. La sua interpretazione, il suo personaggio era qualcosa di nuovo, di selvaggio e in una Parigi cosi avida di novità, non poteva che causare scalpore e farla diventare una star. Uno dei suoi abiti di scena più popolari, è quello creato per lei dal costumista austriaco Paul Seltenhammer, che consisteva in un cortissimo gonnellino realizzato con sedici banane, che la fece diventare una delle icona più sensuali e di successo dell’epoca, e una precorritrice delle minigonna che sarebbe stata “inventata” ben 40 anni dopo.

Illustrazione: Alice Negri

Dopo poco, Josephine era l’intrattenitrice americana di maggior successo in Francia. Ernest Hemingway la definì “la donna più sensazionale che qualcuno abbia mai visto”, mentre Picasso creava dipinti nel tentativo di cogliere la sua affascinante bellezza.

Baker ha recitato in tre film che hanno raggiunto successo solo in Europa: il film muto Siren of the Tropics (1927), Zouzou (1934) e Princesse Tam Tam (1935). Nel 1931, registra la sua canzone di maggior successo, “J’ai deux amours” e allo stesso tempo iniziò a frequentare un sedicente nobile siciliano chiamato Giuseppe Abatino che diventerà sua amante e suo manager per circa 10 anni, fin quando lui non morì. Abatino però, la trasformerà da una danzatrice selvaggia con una voce decente a una grandissima diva.

Nonostante sapesse che nel suo paese il razzismo era talmente radicato da non permetterle di avere successo, ormai convinta della sua bravura e motivata dalla sua popolarità, tenta nel 1936 una tournée nella sua patria, ma cosciente del momento storico, si rifiutava di esibirsi in luoghi che non permettessero un pubblico misto razziale; a Las Vegas, Baker è stata tra le prime artiste ad abbattere le frontiere del colore della pelle. Purtroppo non ebbe il successo sperato e tornò a Parigi con il cuore spezzato.

Illustrazione: Alice Negri

Nel 1937, Josephine sposò l’industriale francese Jean Lion che la fecce diventare cittadina francese, ma questo matrimonio solo durerà un paio d’anni.

Durante la seconda guerra mondiale, Josephine divenne sottotenente nel corpo femminile dell’aeronautica francese e un agente del controspionaggio della resistenza francese, grazie alla sua fama e le sue conoscenze nell’alta società parigina portava messaggi segreti nascosti nelle sue partiture musicali. Alla fine della guerra, Josephine ricevette la Croix de guerre e la Rosette de la Résistance, e fu nominata cavaliere della Légion d’Onore dal generale Charles de Gaulle.

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Nel 1947 si sposò per la quarta volta con il direttore d’orchestra Jo Bouillon; acquistarono il castello di Milandes che divenne la loro residenza insieme ai loro 12 figli adottati (lei dopo numerosi aborti non poteva più avere figli); la bellezza di questa immagine non risiede solo nel fatto di adottare tanti bambini che altrimenti non avrebbero una casa, ma nell’idea originaria di far convivere insieme, come fratelli, 12 bambini di diverse razze, paesi e religioni che poi vennero conosciuti come la tribù arcobaleno. Anche in questo, Josephine anticipava di decenni il clan adottivo internazionale Jolie – Pitt. Per il mantenimento del castello spese completamente tutta la sua fortuna, costringendola ad aumentare i concerti della sua banda per aumentare le entrate e proseguire la sua opera.

Foto da: www.telegraph.co.uk

Foto da: www.telegraph.co.uk

Nel 1949, una nuova Josephine tornò in trionfo alle Folies Bergère, sostenuta dal riconoscimento del suo eroismo in tempi di guerra, facendola diventare una delle più grandi intrattenitrici di tutta Parigi. Nel 1951 Josephine fu invitata negli Stati Uniti per esibirsi in un nightclub di Miami, seguito da un tour nazionale di grande successo, ma grazie alle sue critiche contra la politica razzista dei club americani, e la conseguente pubblicità, gli è stato rifiutato il visto e dovete tornare a Parigi.

Senza perdere il suo spirito combattivo, iniziò a esibirsi in diverse paesi come Cuba, Jugoslavia e Belgrado; ma nonostante ciò, si ritrova in una grave crisi finanziaria, il divorzio di Bouillon, mantenere la sua famiglia arcobaleno, ecc. Alcune celebrità, sue amiche l’hanno aiutata a trovare nuovi e prestigiosi ingaggi come il gala della Croce Rossa a Monaco, procurato dalla principessa Grace.

Grazie al procuratore generale Robert F Kennedy, Baker tornò finalmente nel suolo statunitense nel 1963 per parlare alla Marcia a Washington per i diritti civili; mettendo da parte lustrini e abiti sgargianti, la Baker salì sul palco con la divisa da aeronautica francese, un paio di occhiali spessi e una pettinatura arricciata.

Illustrazione: Alice Negri

Gli anni ’70 furono una nuova fase di successo con spettacoli in tutta Europa e negli Stati Uniti. Dopo uno spettacolo della sua ultima revue a Parigi nel 1975, fu trovata esanime e morì poche ore dopo per un’emorragia cerebrale. Fu seppellita nel cimitero del Principato di Monaco dopo un funerale con gli onori militari a Parigi, a cui assistette una folla immensa.

Quasi 40 anni dopo la sua morte, il look Baker è ancora vivo, testimoniato nella pettinatura “Eton crop” , da alcuni dei suoi abiti di scena più rappresentativo come quello delle banane ripreso da Miuccia Prada per la collezione Prada del 2011 e da Beyoncè nel 2006 per l’esibizione al “Fashion Rocks” o come il look di Rihanna per i CFDA Fashion Awards del 2014 chiaramente ispirato a josephine.

Illustrazione: Alice Negri

Ana Muraca

 

Bibliografia e sitografia:

Biography

https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9phine_Baker

http://gal-dem.com/fashion-tbt-josephine-baker/

http://www.bbc.com/culture/story/20141222-from-exotic-dancer-to-activist

https://en.wikipedia.org/wiki/Josephine_Baker#Personal_life

Illustrazione: Alice Negri