Il costume da bagno è oggi un indumento per nuotare o per prendere il sole, ma la sua storia ha fatto mutare nel tempo sia la sua forma, sia la sua funzione, che in origine era quella di coprire il corpo mentre ci si lavava, per ciò, per un largo tragitto, la sua storia è stata legata a quella dell’igiene personale.

Gli antichi romani, famosi tra l’altro per le terme, facevano il bagno ogni giorno, essi si svegliavano presto per approfittarne dalla luce del sole, sbrigavano tutte le loro faccende e verso l’una, giusto dopo uno spuntino, si recavano ai bagni che erano luoghi d’incontro dove uomini, donne, bambini, anziani, ricchi e poveri godevano di bagni di sudore, che secondo gli stessi romani, facevano espellere gli umori delle malattie.

Nelle terme si coltivava sia il corpo con palestre, bagni e massaggi, sia la mente, con biblioteche o semplicemente parlando con altre persone, chiudendo affari, ecc; onorando il principio “Mens sana in corpore sano”.

Bagno romano raffigurato dal pittore Alma Tadema 1909

C’era un percorso consigliato che comprendeva un riscaldamento che poteva essere eseguito in palestra, giocando a tennis o nel tepidarium (ambiente con temperatura moderatamente calda), per poi passare al calidarium, dove il vapore e le alte temperature fungevano da sauna; posteriormente si poteva andare in un luogo ancora più caldo con temperature che arrivavano fino ai 60 gradi, chiamato laconicum e finendo il percorso con una rapida immersione nel frigidarium, che era una sorta di piscina fredda, dopo la quale si poteva ricevere un bel massaggio con oli profumati.

In tutto questo itinerario, uomini e donne di tutte le estrazioni sociali si mischiavano negli stessi ambienti.  Gli uomini indossavano o la loro tunica interna, oppure il subligaculum, che era una specie di perizoma di lino o pelle usato come biancheria intima sia dagli uomini che dalle donne e diffusa a Roma dagli Etruschi; mentre le donne potevano anche loro fare uso della tunica interna o da quello che oggi venne considerato l’antenato del bikini,lo strophion (simile al apodesme, indossato nell’antica Grecia) ovvero una parte superiore realizzata anche essa in lino o pelle che veniva arrotolata intorno al seno e annodata o fermata dietro da una spilla; e una parte inferiore che come abbiamo già  visto è il subligaculum. Uomini e donne indossavano degli zoccoli di legno, perche a volte il pavimento era talmente caldo che si rischiavano brutte scottature. Bisogna pero dire che la nudità  non suscitava nessun clamore e che spesso al posto dell’abbigliamento precedentemente nominato, si servivano di semplici asciugamani.

Donne in "bikini", mosaico nella Villa Romana del Casale in Sicilia

Come possiamo notare, non usavano nessun tipo d’indumento per nuotare, non perche lo facessero in nudità , bensì, perché i romani, almeno quelli i cui mestieri non avevano a che fare col acqua, non sapevano proprio farlo; infatti le piscine che si trovano all’interno delle terme erano poco profonde.

Con la caduta dell’Impero Romano di Occidente, tutta questa magnificenza e splendore fu sostituito, come vedremo, da un uso rudimentale dei bagni.

Ana Muraca

 Storia del bagni – Il Medioevo- 2° Parte

Storia del bagno – dal Rinascimento fino alla prima 1/2 del 700, 3° parte

Storia del bagno – dalla seconda 1/2 del 700 fino all’800, 4° parte

Storia del bagno – dall’800 fino ai nostri giorni, 5°parte

Bibliografia:

– Alberto Angela, “Una giornata nell’antica Roma”, Mondadori, 2007, Roma

– Lawrence Wright, “Civiltà  in bagno”, Garzanti, 1961, Italia.

– Fagan, Garrett, ” Bathing in Public in the Roman World“, (Ann Arbor: University of Michigan Press, 1999).