Un grosso cambiamento nelle abitudini igieniche avvenne nel XIV secolo, quando arrivò la peste nera e la sifilide in Europa; all’epoca si credeva che farsi il bagno fosse pericoloso perchè il vapore dell’acqua calda, apriva i pori lasciando entrare tutte le malattie e permettendo la fuoriuscite degli umori, per ciò, si sconsigliava vivamente di limitarne il numero e di eseguirli avendo le dovute precauzioni;questo ebbe diverse conseguenze: la chiusura di bagni, taverne e bordelli; in un atto di igiene morale e sociale, si cercava di evitare le agglomerazioni di persone perche si pensava potesse favorire il propagarsi delle malattie; il rifiuto dell’acqua per l’igiene personale; lo sviluppo dei profumi che occultavano il cattivo odore e della cipria che nascondeva l’unto dei capelli, trasformandosi con il tempo nella moda delle parrucche; la pulizia, divenne più che mai prerogativa dei ricchi.

Si riteneva che l’acqua calda potesse provocare debolezza, cecità , idropisia, imbecillità  e addirittura indurre aborti; questo spiega la diffidenza crescente nei suoi confronti e l’utilizzo dell’acqua fredda unicamente per sciacquare la bocca e lavare le mani.

L’igiene del corpo che una volta si basava su bagni regolari, tra il XVI e il XVIII secolo, divenne una pulizia a secco, dove la protagonista fu la biancheria intima che assorbiva il sudore e la sporcizia e quindi bisognava cambiarla spesso. Circolava l’idea che i parasiti nascevano dalla decomposizione delle secrezioni corporee e per essere puliti, bastava indossare una camicia pulita che potesse assorbire tali secrezioni.

La camicia, che durante il medioevo era completamente nascosta sotto le vesti, ora diventa la protagonista, ornata da pizzi e trine, essa era messa ben in mostra tramite i polsini e il collo, sbuffa dall’allacciatura alle spalle delle maniche, fuoriesce dai tagli praticati nelle vesti; cosi la sua candidezza divenne segno distintivo di pulizia e classe sociale della persona che la indossa. Tra il 400 e il 600, non a caso, polsini e colli raggiunsero dimensioni monumentali, pensiamo per esempio alle enorme gorgiere della Regina Elisabetta.

Regina Elisabetta d'Inghilterra, ritratto di Nicholas Hilliard

Colli e polsini però col tempo divennero staccabili permettendo di lavarli separatamente della camicia e quindi permettendo un’identificazione con un ceto superiore anche se si possedeva poca biancheria; infatti pian piano la nobiltà  di nascita di origine medievale venne sostituita con quella di maniera, dove bastava apparire in un modo determinato, per essere trattato come un nobile. I più poveri, si dovevano accontentare nei migliori dei casi, di una camicia di canapa che era più economica e molto meno bianca del lino o della seta.

Collo staccabile inizi XVII secolo, V&A

PIETRO BERTELLI, Diversarum nationum habitus. 1594-1596

La biancheria intima però non era composta sola dalla camicia, c’erano anche le mutande, che durante il medioevo erano stati un capo unicamente maschile; nel 500, grazie alla moda di dare volume alle vesti, esse ebbero una certa diffusione.  Le mutande femminili, secondo alcune fonti, sono state introdotte da Caterina de Medici che le metteva per poter cavalcare  proteggendo le sue parte intime e seguendo le regole del decoro. Certo, le mutande sono un capo in uso prevalentemente nelle classi superiori e si cambiavano molto meno della camicia.

Non bisogna dimenticare i grossi cambiamenti apportati dalla Riforma Protestante e dalla Controriforma, in questo caso, nei confronti del corpo, che diedero origine a nuove regole di comportamento sul pudore, la castità e la fedeltà  coniugale.

Fu iniziata una campagna serrata contro la nudità , e quindi oltre a provvedere come avevamo visto alla chiusura di bagni e bordelli, si proibì completamente fare il bagno (anche per scopi terapeutici) nudi, sotto nessuna circostanza si permetteva la nudità , si doveva indossare per forza una camicia, tanto che veniva raccomandato di chiudere gli occhi durante il cambio di biancheria.  Il nudo passò di moda, si vedeva come qualcosa di volgare, proprio delle classi inferiori, mentre il pudore divenne un elemento distintivo della classe alta.

Dirck Santvoort 1635

Ana Muraca

Storia del bagno, i bagni Romani 1° Parte

Storia del bagni, Il Medioevo- 2° Parte

Storia del bagno, seconda 1/2 del 700, fino all’800, 4° parte

Storia del bagno dall’800 fino ai nostri giorni, 5°parte

 

Bibliografia:

– Lawrence Wright, “Civiltà  in bagno”, Garzanti, 1961, Italia.

– Duby e Perrot, ” Storia delle donne, dal rinascimento all’età  moderna”, Laterza Editori, 2002, Bari.

– Raffaella Sarti, “Vita di casa”, Laterza Editori, 2008, Bari.