Il medioevo fu un periodo dove la chiesa presse il sopravvento, la cultura e la scienza trovarono rifugio nei monasteri.  La concezione del bagno cambia molto durante questo periodo; alcuni ordini monastici lo incoraggiano, perché pratica salutare, mentre altri, grazie all’eredità  romana dei bagni misti, li associavano alla promiscuità e al peccato e quindi consideravano che una persona dovesse lavarsi il meno possibile in modo da proteggere la propria anima.  Comunque sia, i bagni pubblici continuarono ad esistere, ma sicuramente molto meno grandiosi e lussuosi da quelli romani.

Ogni mattina passavano porta a porta i venditori d’acqua, solo i più ricchi potevano contare su delle vasche che venivano riempite dai servi con acqua molto calda proveniente da un calderone e con acqua fredda che veniva conservata in cucina in un serbatoio in pietra.  La temperatura desiderata si otteneva miscelando l’acqua e questo sistema andò avanti fino alla metà  del XIX secolo.

I bagni pubblici erano modesti soprattutto se paragonati alla suntuosità  e magnificenza di quelli romani, essi erano realizzati in cantine o cripte con colonne di sostegno; il soffitto era basso e a crociera e non c’erano finestre.  La illuminazione proveniva da grandi candelabri di ferro dove si consumavano delle candele bianche che emanavano un profumo al miele.  Ad una estremità  della sala, si trovava un focolare enorme con calderoni diversi dove ognuno rilascia un profumo diverso all’essenza di rosa, di muschio e di erbe.

In un’atmosfera piena di vapore e aromi, si trovavano disposti in corridoi tra le colonne, delle cabine separate l’una dall’altra da pesante tele; al suo interno, ogni cabina aveva un tavolino con frutta, dolci, una caraffa di vino, calci, saponi e oli, al centro si trova la vasca che in realtà sembrava un enorme secchio in legno con diversi posti a sedere in modo che i bagnanti potessero immergersi fino al collo quando seduti.

In queste cabine si faceva il bagno insieme agli amici e familiari, si facevano feste e banchetti, servivano come luogo per incontri sensuali con moglie, amanti e cortigiane; infine, più che un momento intimo per pulire il proprio corpo, il bagno era un momento per socializzare, per ritrovarsi e condividere un pasto, un po di musica e una buona chiacchierata.

Il bagno si faceva con essenze profumate come la lavanda, dato che il sapone vero e proprio fu un’invenzione della metà  del XIII secolo.  Esso veniva importato dalla Spagna ed era esclusivamente appannaggio dei ricchi; nel frattempo, si continuava a usare un invenzione dell’antichità , che toglieva la sporcizia e puliva la pelle, si tratta dello strigile.  Per lavarsi senza sapone, la gente si spalmava la pelle con oli profumati, si strofinava e passava questa sorta di rasoio senza filo che portava via tutte le impurità , lasciando la pelle liscia e pulita.

Strigile nelle terme romane

Per l’occasione, gli uomini potevano anche portare il cappello, mentre le donne, indossavano collane e girocolli, acconciature molto alte o turbanti, per non bagnare i capelli e le donne sposate facevano uso di un velo che le identificava. 

Molti facevano il bagno nudi, ma potevano anche indossare vesti molto  leggere realizzate in lino, gli uomini una specie di perizoma, mentre le donne una sottoveste con apertura laterale.

Molto temute erano le cosi dette “gravidanze da bagno” dove si credeva che qualche spermatozoo che fosse rimasto in acqua dopo un bagno, potesse fecondare una donna che facesse il bagno dopo.

Per molti secoli, la chiesa anche se criticava gli eccessi, rimasse sul tollerante circa i bagni, ma verso il 300, si cominciò ad osservare una netta separazione tra i bagni maschili e quelli femminili che erano fatti in orari o giorni diversi in modo da mantenere la buona morale, giacché nel corso del medioevo ebbe molto successo un’altra tipologia di bagni dove gli uomini non solo trovavano vapore e lieti momenti da condividere, ma anche delle fanciulle disponibili a momenti di piacere, e fu grazie a questa seconda tipologia di bagno che il bagno in genere fu equiparato ai bordelli e per ciò combattuto dalla chiesa.

Ana Muraca

 

Storia del bagno – bagni Romani – 1° Parte

Storia del bagno – dal Rinascimento alla prima 1/2 del 700 3° parte

Storia del bagno dalla 2°1/2 del 700, fino all’800 4°parte

Storia del bagno – dall’800 fino ai nostri giorni, 5°parte

 

Bibliografia:

– Lawrence Wright, “Civiltà  in bagno”, Garzanti, 1961, Italia.

– Braunstein, Philippe, “Toward Intimacy: The Fourteenth and Fifteenth Centuries,” in A History of Private Life: Volume 2: Revelations of the Medieval World. Georges Duby, ed. (Cambridge, Massachusetts: Belknap Press, 1988), p. 535-632.

– DianeVon Furstenberg ,” The Bath “, Random House, 1993, New York.