Con lo sviluppo delle monarchie che avrebbero dato luogo agli stati moderni, la figura del re diventa più che mai protagonista; egli per celebrare la propria gloria, attinge ad accorgimenti quali l’etichetta, l’abbigliamento, lo sfarzo e il profumo.

Insieme a questa nuova importanza acquisita dalla nobiltà , si assiste ad un grosso cambiamento nelle abitudini igieniche e sanitarie della popolazione.  Dopo le diverse epidemie di peste che avevano duramente colpito l’Europa e l’arrivo di malattie come la sifilide, gli scienziati dell’epoca, non conoscendo le cause, attribuiscono all’acqua la proprietà  di aprire i pori delle pelle, lasciando entrare le malattie favorendo il contagio; questo portò ad un uso sempre meno frequente dei bagni e la sostituzione di essi con una pulizia a secco tramite strofinamenti e fregamenti con panni profumati sul viso e torso; inoltre si usavano fragranze forti come l’incenso e altri profumi esotici per camuffare i cattivi odori, disinfettare e purificare.

I profumi in circolazione, ormai a base alcoolica, erano più vari che mai, grazie alla gran varietà  di materie prime provenienti da luoghi lontanissimi come l’America (tra le quali vaniglia, cacao, tabacco e coppale), appena scoperta, e le Indie  (tra le quali zenzero, pepe, benzoino e garofano).  Era la Spagna insieme al Portogallo a dominare il commercio degli ingredienti più pregiati, mentre per la realizzazione delle fragranze erano molto famosi il laboratorio di Firenze fondato dai Domenicani a Santa Maria Novella fin dal 1200 ma con grande sviluppo a partire dal 1500 e quello a Venezia fondato dai Carmelitani scalzi nel 1500, nei quali si distillavano le essenze profumate in particolare l’iris fiorentino, la violetta e i fiori d’arancio a Firenze e il muschio e l’ambra a Venezia.

L’industria profumiera in Francia ebbe invece un inizio tardivo rispetto a quella Italiana, ma in poco tempo riuscì a toglierli il primato.  La cittadina di Grasse era famosa per la concia delle pelli fin dal medioevo, ma quando arrivò la moda rinascimentale di profumare i guanti, le cinture e le scarpe, Grasse inizia a coltivare e distillare le piante e i fiori; da li alla produzione di fragranze, il passo fu breve.  A portare l’arte profumiera in Francia fu Caterina dei Medici, la quale aveva fatto creare dai monaci domenicani fiorentini una fragranza fresca e avvolgente con il nome di “Acqua della Regina” la quale era composta da essenze di agrumi e bergamotto; La  promessa sposa del futuro re di Francia Enrico II, arrivò a Parigi nel 1533 portando con se non solo questa fragranza, ma anche il suo profumiere, Renato Bianco (in seguito chiamato René Le Florentin), il quale apri la sua bottega appianando cosi la strada a tanti altri profumieri provenienti dall’estero e mettendo le basi per l’egemonia francese dell’industria profumiera.

Alla corte del re Luigi XIV, i profumi facevano una parte importante dall’etichetta, infatti i libri di galateo dell’epoca, raccomandavano arditamente di curare l’igiene del proprio corpo e questo includeva evitare i cattivi odori tramite i profumi, la pulizia e il masticare foglie di acacia, cannella o chiodi di garofano.  A Parigi a quel tempo c’erano più di 250 profumieri per sodisfare soprattutto le enorme richieste della corte, dove si profumavano colli e colletti, cuscini, lenzuola, vestiti e gli ambienti a tal punto che si dice che il re aveva sviluppato una grave allergia che lo costringeva a limitarne l’uso.

Tra la fine del XVII secolo e inizi del XVIII, si sviluppa un altro importante centro profumiere: Colonia in Germania che diverrà famoso appunto per l’acqua di colonia, invenzione dell’italiano Giovanni Paolo Feminis che trasferitosi in questa città  nel 1693 diffuse la sua invenzione.  Il successo dell’Aqua Mirabilis (nome originale dell’acqua di colonia) si deve alla sua leggerezza in contrapposizione alle fragranze dell’epoca che erano piuttosto pesanti nella speranza di mascherare i cattivi odori; poco dopo furono create tante altre fragranze fiorite e soavi con dei nomi suggestivi come: acqua imperiale, acqua superba e acqua coronata, seguendo il mutato gusto dell’epoca.

Acqua di colonia

Nel frattempo, la cittadina di Grasse, vittima di una crisi commerciale, dovette lasciare la sua attività  primaria come conciatori di pelle per dedicarsi completamente alla più redditizia industria profumiera, motivati tra l’altro dal sempre maggior consumo alla “corte profumata”, come è stata chiamata la corte di Luigi XV. Madame de Pompadour, (amante del re e una delle donne più influenti nella Francia del XVIII secolo), faceva un uso sfrenato di fragranze e si era fatta creare anche un acqua che portava il suo nome.

Alla morte di Luigi XV, sale al trono Luigi XVI con la giovane consorte Maria Antonietta, vera icona dell’epoca, che prediligeva uno stile elegante ma semplice, introducendo il gusto per gli aromi più naturali e freschi.

Le abitudini igieniche stavano cambiando e si cominciava a guardare i bagni come una terapia salutare, esse erano spesso aromatizzati con delle composizioni più svariate; da li a breve vengono introdotte vasche da bagno, docce e bidet portatili e si realizzano trattati sulle virtà dell’acqua.

Con la Rivoluzione Francese, si arresta l’ascesa dell’industria profumiera; il popolo identifica il profumo con il lusso e la sfrenatezza della corte che vuole spazzare via, ma con l’impero Napoleonico si ricomincia a farne un uso smisurato; all’epoca, rievocando la cultura greca, si prediligono profumi a base di muschio, noce moscata e zibetto.

Tra la fine del XVIII e inizi del XIX, nascono nuovi marchi che offrivano alla loro clientela una gran varietà  di prodotti per la toeletta (saponi, acque profumate, aceti aromatici, creme e pomate) come la Casa di Profumo di Angelo Migone a Milano nel 1778 e Guerlain, fondata a Parigi nel 1828 da Pierre Francois Pascal Guerlain.

Fougere-Royale

I progressi nella scienza e nella chimica portano nel XIX secolo alla nascita della profumeria moderna dove partendo dall’isolamento di  molecole naturali olfattivamente interessanti, vengono create le prime fragranze sintetiche.  Questo provocò una vera e propria rivoluzione giacchè non solo l’industria profumiera si apriva a un numero infinito di composizioni ma grazie alla sostituzioni di alcune essenze naturali per quelle sintetiche, i costi diventavano sempre più abbordabili.

I primi prodotti sintetici della storia provengono dalla cumarina (molecola presente in molti vegetali responsabile dell’odore dolce dell’erba appena tagliata), sintetizzata nel 1868, essi sono: il Fougére Royale, creato da Paul Parquet per la maison profumiera Houbigant nel 1882, profumo maschile risultato di una composizione realizzata con note aromatiche, speziate e dolci; e nel 1889, Jicky di Guerlain, un profumo femminile creato da Aimé Guerlain con note di lavanda, limone, mandarino, bergamotto e rosmarino, a cui seguono note di gelsomino, patchouli, rosa, iris e vetiver e si chiude con note di fondo di vaniglia, muschio, zibetto, ambra e fava tonka.

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Da vedere per questo periodo il film “Profumo, Storia di un assassino” che illustra i metodi di elaborazione del profumo e la Parigi del XVIII secolo.

In copertina una immagine tratta dal film “Profumo, Storia di un assassino”.