Storicamente la giacca ha rappresentato un capo prevalentemente maschile, tuttavia alcuni modelli di giacche aderenti sono presenti nella moda femminile già ne corso del Settecento come il CARACO, il BOLERO, lo SPENCER e altri modelli che, più tardi, anticiperanno la giacca del tailleur.

Il CARACO è un tipo di casacca aderente al busto, con falda dalla vita ai fianchi, maniche aderenti a tre quarti, ampia scollatura, chiuso sul davanti con lacci o ganci.

Caraco 1780, Metropolitan Museum

Lo SPENCER, nella versione femminile, si diffonde in epoca napoleonica: era una giacchina corta, lunga appena sotto il petto. Copriva le scollature e veniva indossato per il passeggio o per la sera.

Spencer 1815, Metropolitan Museum

Il BOLERO, corto giacchetto disinvolto e giovanile, deriva dal giubbetto vivacemente colorato del costume popolare spagnolo. Si presenta corto in vita, aperto e arrotondato sul davanti con bordi non sovrapposti; veniva proposto in tinta con l’abito per l’estate e in pelliccia per l’inverno.

Bolero 1860, Metropolitan Museum

Il PALETOT, giacchino di linea a trapezio, corredava nella seconda metà dell’Ottocento, l’abito da passeggio o da viaggio in sostituzione delle più diffuse mantelle. Si raccordava al volume della crinolina e continuava la silhouette conica della linea di moda.

Paletot via Flickr

Il GIACCHINO a REDINGOTE a corte falde,di gusto maschile, abbinato ad una gonna floscia, abbastanza ampia e molto lunga, costituiva, in epoca risorgimentale, l’abito all’amazzone, il più antico abito sportivo femminile utilizzato per cavalcare. La mise era corredata da bombetta e cilindro, guanti di pelle e stivaletti alti. Il GIACCHINO a REDINGOTE di colore scuro segnava, con abilissimo taglio, la snellezza del busto per poi allargarsi appena sui fianchi; aperto sul davanti con revers, presentava maniche lunghe e affusolate, leggermente ricche all’attaccatura e veniva indossato sopra una camicia e gilet.

Redingote, 1785, LACMA

Successivamente, quando si affermò una linea più affusolata della silhouette femminile, eleganti giacche aderenti lunghe al bacino, venivano indossate su gonne a tournure. La moda del TAILLEUR, influenzata dagli abiti sportivi, e particolarmente dall’amazzone e dall’abito da caccia, da viaggio e da escursione, si diffuse alla fine dell’Ottocento nella vita cittadina.

Nel periodo della Grande Guerra, le donne impegnate in attività necessarie e patriottiche, indossavano divise da lavoro e indumenti maschili, provando, per la prima volta, la comodità dell’abbigliamento di gusto maschile, che fece loro scoprire una serie di libertà mai sperimentate prima. Giacche di linea diritta, lunghe al bacino con grandi tasche, patte e bottoni, che spesso citavano elementi militari, indossate su gonne semplici e accorciate, costituivano il TAILLEUR del periodo bellico.

Maison Anny Linker, costume tailleur, 1912 © Studio Talbot / Les Arts Décoratifs, Paris

Le GIACCHE SPORTIVE d’ispirazione maschile, facevano parte del guardaroba da giorno della GARCONNE, dai capelli corti e aspetto androgino degli anni Venti. Giacche di linea dritta in tweed e in jersey lunghe al bacino indossate con scarpe basse e morbide gonne permettevano di camminare comodamente e svolgere attività sportive e professionali.

 

Les Modes (Paris) 1927 “Avenue du Bois” Tailleur. Creation de la Maison Agnes

La giacca degli anni Trenta-Quaranta diventa progressivamente più squadrata e guerriera grazie ai particolari presi dall’abbigliamento maschile, civile e militare, che dissimulano la fragilità femminile: Spalle larghe e squadrate, doppiopetto con ampi revers, vita segnata da cinture e martingala, tasche con pattine.

Giacche anni 30

La giacca modello “BAR” di Christian Dior, presentata nella collezione P/E 1947, divenne il simbolo del New Look e costituì un ritorno al lusso e alla femminilità di metà Ottocento. Il modello di shantung color crema aveva vita strettissima, la baschina arrotondata, spalle segnate in modo dolce, piccoli revers e abbottonatura alta ed era indossata su ampia gonna a corolla, omaggio alle grazie femminili.

Christian Dior, 1947. Photo Courtesy of The Metropolitan Museum of Art …

Il famoso TAILLEUR CHANEL del 1954 rappresentò una rivoluzione nel modo di vestire femminile in risposta alla linea a corolla del New Look e rappresenta ancora oggi un must di eleganza nel mondo. La linea quadrata della giacca, il taglio essenziale, l’assenza del colletto, le spalle misurate e l’aplomb perfetti la rendono facile da portare ed elegante.

Tailleur Chanel 1959, Foto Henry Gidel

Il TAILLEUR PANTALONE di taglio maschile e lo SMOKING da donna, presentati da Yves Saint-Laurent nelle collezioni degli anni settanta, introducono forti elementi di innovazioni. Come Chanel, egli prese molti elementi dell’abbigliamento maschile riuscendo sempre a rendere unico e femminile il suo stile.

Le smocking , Yves Saint Laurent, haute couture, 1966

Negli anni settanta, Armani ha rivoluzionato il modo di indossare la giacca classica. Per giacca classica s’intende il Blazer maschile, rigido, con spalle imbottite, tagliato secondo rigide regole sartoriali, che aveva assunto il ruolo di “uniforme” per le occasioni formali e di lavoro. Armani ha smontato questo Blazer e lo ha ripensato nelle proporzioni e nella costruzione. Lo ha destrutturato. La tradizionale giacca maschile viene sottoposta ad un nuovo processo sartoriale che riduce il modello al suo involucro esterno, annullando fodere, imbottiture, rinforzi. Non imprigiona il corpo ma lo veste scivolando su di esso con dolcezza accompagnandolo nei movimenti. Ne risulta un capo unisex, sciolto e comodo, da utilizzare in ogni occasione. Il concetto è che gli indumenti sono un’espressione della propria individualità; prendono vita nell’armonizzarsi con la persona che li indossa, devono esaltare la personalità senza sovrastarla.

Giorgio Armani, 1980s

Daniela Aquila

Bibliografia: