Intorno agli anni 60 dell’ottocento, dopo un lungo periodo caratterizzato dalle ingombranti crinoline, comparve la tournure, inizialmente, essa era solo un cuscinetto di crine di cavallo o una balza di tela inamidata fissata sulle reni, che conferiva volume nella parte posteriore e lasciava piatta quella anteriore. Con il tempo, la tournure diventò una struttura formata da anelli forgiati a ferro di cavallo, disposti orizzontalmente e trattenuti da lacci. Esso veniva messo dietro, tra la gonna e le sottovesti. Tale moda andò avanti fino agli anni ottanta dello stesso secolo e non fu prerogativa delle classi alte, ma anche da quelle basse.

Tournure 1887
Musée des Arts Décoratifs

Per bilanciare la silhouette, le acconciature si trasformarono in una voluminosa crocchia e i cappelli che fini ad allora erano stati di considerevoli dimensioni, ora diventano piccoli con una tesa sottile.

Con l’ampiezza della crinolina, era impossibile indossare un cappotto e quindi, la moda si orientò verso i bellissimi scialli in cashmere; ma durante il passaggio alla tournure, la visite fecce la sua prima apparizione. Essa era una specie di cappotto con uno spacco posteriore che lasciava posto al rigonfiamento dell’abito e a tutte le decorazioni che in quel periodo erano molto di moda; infatti anche le visite erano particolarmente elaborate e realizzate con tanti piccoli dettagli come passamaneria, nastri, fiocchi e ricami. Alcuni dei bellissimi scialli furono trasformati in visite.

Visite fine 1870, stoffe policrome tessute in Kashmir. Kyoto Costume Institute

Un’altra tipologia di viste, erano quelle che arrivavano fino a terra ma che avevano una spaccatura nella parte posteriore che metteva in evidenza la forma della tournure.

Visite, 1870
Musée des Arts Décoratifs

 

 

Alla fine dell’ottocento, quando si iniziano a ricercare le forme più naturali del corpo femminile e comparve la silhouette a forma di S, la tournure fu progressivamente dimenticata e con essa anche la visite.

 

Ana Muraca