La  tradizione di indossare un abito bianco il giorno del matrimonio è stata ampiamente attribuita alla Regina Vittoria chi nel 1840, sposò il principe Alberto con un abito che stupì per la sua semplicità e per il suo colore.

Di certo, la regina Vittoria non fu la prima a indossare un abito da sposa bianco, ma fu lei a renderlo “popolare” o meglio, a rendere il bianco un colore appetibile e di moda per l’abito nuziale.

All’epoca era consuetudine tra i reali, sposarsi con un abito realizzato con stoffe fatte con fili d’oro o di argento, come quello indossato nel 1816 dalla principessa Charlotte il giorno del suo matrimonio con il principe Leopoldo de Saxe Coburg.

Abito da sposa della Principessa Charlotte nel 1816

Il matrimonio della regina Vittoria però era una questione diversa; lei era molto giovane, giudicata da molti inesperta e immatura per ricoprire il suo ruolo, era diventata regina appena tre anni prima di sposare Albert e aveva bisogno di affermare il suo potere, di farsi amare dal popolo e di dimostrare il suo immenso amore al suo principe; cosi, mise via la sua imponente corona, e i suoi impegnativi gioielli, scartò le stoffe più pregiate, le guarnizioni in pelle e i velluti, per indossare un abito in realtà molto semplice, che rompeva con la pompa magna di cui la corte era più che abituata.

Abito da sposa della regina Vittoria senza la sopra gonna in pizzo, Photo Credit- East End Gems

Il suo abito, disegnato da William Dyce, e confezionato da Mary Bettans, era interamente realizzato in Inghilterra con materiali britannici in modo da dimostrare il suo appoggio a un’industria profondamente colpita dalla rivoluzione industriale e dalla meccanizzazione di processi precedentemente realizzati a mano come quello del pizzo.  La seta proveniva da Spitafields a Londra, mentre la sopra gonna realizzata interamente in pizzo Honiton proveniva da una fabbrica nel Devonshire che impiegò più di 200 lavoratori e ben otto messi per finirla.

Dettaglio del pizzo Honiton dell’abito, Photo Credit- The Royal Order of Sartorial Splendor

Come copricapo scelse un lungo velo sormontato da una coroncina di fiori d’arancio, (simbolo di fertilità), motivo che si ripeteva nella guarnizione di più di 5 metri di strascico dell’abito.

Queen Victoria’s dress on display in 2012. Photo- Getty Images

I gioielli da lei indossati rispecchiavano lo spirito romantico dell’abito con un paio di orecchini di diamante, una collana e soprattutto un gioiello a lei molto caro, una spilla di zaffiro che il principe Albert gli aveva regalato.

 

Per quanto riguarda il colore, fu scelto quello che poteva far meglio risaltare il pizzo, ovvero il bianco, che all’epoca era un colore usato per gli abiti da giorno ma non certo per quello da sposa.

 

In realtà la regina Vittoria non si limitò a diffondere la moda dell’abito bianco da sposa, ma a popolarizzare un’idea romantica dell’abito bianco, completo di velo e di fiori d’arancio dove la sposa era diventata simbolo di purezza e ingenuità e tutto questo in gran parte grazie allo sviluppo che l’industrializzazione aveva portato alla stampa e quindi alla diffusione di riviste, illustrazioni e stampe di moda che portarono tale ideale di sposa romantica in tutto l’occidente.

L’abito è conservato al Kensington Palace, tranne la sopra gonna in pizzo, la quale fu più volte riutilizzata e riadattata ad altri abiti.

 

Ana Muraca

Bibliografia:

http://theweddingworldblogger.com/2012/10/08/a-royal-wedding-part-1/

http://www.royal-splendor.blogspot.ca/2012/01/queen-victoria-biography-marriage-to.html

http://thedreamstress.com/2011/04/queen-victorias-wedding-dress-the-one-that-started-it-all/

http://www.vam.ac.uk/blog/here-come-brides/queen-victoria-and-the-white-wedding-dress

 

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