Oggi i nastri sono un banale oggetto decorativo che diamo quasi per scontato; ormai li possiamo trovare in una infinita diversità, a dei prezzi quasi irrisori, ma non sempre fu così, anche loro ebbero la loro età dorata che durò più di due secoli.

I nastri sono tra i più antichi materiali decorativi, essi apparvero subito dopo i tessuti ed erano utilizzati per abbellirli; durante il medioevo e il rinascimento, i venditori viaggiavano per tutta l’Europa vendendo nastri esotici provenienti da oriente seguendo la via della seta; essi erano un bene di lusso che però non fu al centro della moda fino al XVII secolo quando fu inventato un telaio capace di tessere più di un nastro alla volta.

Massimiliano Filippo Girolamo di Baviera, 1666
Sebasiano Bombelli, Staatliche Kunstsammlungen Dresda

La città di Parigi era ben nota per i suoi nastri, così come le città di Saint-Étienne e Saint-Chamond, dove i nastri erano tessuti all’inizio del XIV secolo. Durante questo periodo, i tessitori di nastri lavoravano su piccoli telai leggeri, compatti e posti su tavoli. Uomini, donne e persino bambini lavoravano facilmente su questi telai, producendo un nastro alla volta in piccoli laboratori. Quando il nuovo telaio a nastro fu introdotto nel diciassettesimo secolo, rivoluzionò i commerci anche se incontrò inizialmente resistenza tra i tessitori di nastri della Francia. Nonostante la riluttanza dei tessitori ad usare il nuovo telaio, Mazarino, cercando di contenere il consumo del superfluo per fare fronte alle difficoltà finanziarie finì per vietare l’uso di ricami e broccati in oro e argento, riservandoli per la nobiltà, favorendo inconsapevolmente il mercato dei nastri.

Il re stesso adottò i nastri come un elemento importante dell’abito alla moda, scomparvero tra fiocchi, nodi e galà i cappelli, i guanti, le scarpe; i cortigiani attaccavano nastri a cappelli, manici di spada, maniche, intorno alle ginocchia e persino alla parte anteriore del corpetto, dove metri di nastri sottolineavano la mascolinità di chi la indossava. Nastri di seta e filo d’oro e d’argento erano intessuti in molte strutture diverse, tra cui taffettà a tinta unita, raso e velluti. Una vasta gamma di coloranti brillanti è stata utilizzata per colorare i nastri, tra cui il blu ceruleo, il giallo e una varietà di rossi come il cremisi, il rosso scarlatto, la ciliegia e il “couleur de feu” preferito di Luigi XIV.

Louis de Bourbon il grande delfino

Ritratto di donna, Pier Francesco Cittadini (1616-1681)

Dopo di lui, i nastri nell’abbigliamento maschile si usarono sempre meno, mentre le donne continuarono a usarli anche se in minor misura. Molto in voga all’epoca era usare un sottile nastro di velluto nero intorno al collo, talvolta decorato con un fiore di seta, il quale metteva in risalto il pallore della carnagione della dama che lo indossava.

Arrivati verso la metà del settecento, la moda dei nastri torno più viva che mai; famosi sono i quadri di Boucher in cui ritrae la favorita di Luigi XV, Madame di Pompadour con nastri nelle maniche, una scala di fiocchi sul pièce d’estomac, e un nastro con fiocchi sul suo lungo collo; e un po’ più tardi, come non parlare delle altissime e complesse acconciature che Lèonard creava per la sfortunata Maria Antonietta, piene di nastri. Con il periodo del terrore i sottili nastri neri di cui abbiamo parlato prima, si trasformarono in rossi per fare allusione alla ghigliottina.

Francois Boucher Madame de Pompadour

Il crescente interesse della moda per i nastri aumentò all’inizio del diciannovesimo secolo quando il meccanismo jacquard fu adattato per l’uso con i telai dei nastri. I tessitori tessevano nastri di seta a motivi intricati che diventarono di moda ; la città di Saint-Étienne si adattò a questi nuovi sviluppi e divenne un centro leader nel commercio dei nastri, specializzato nella tessitura di nastri a motivi floreali.

Purtroppo, le guerre napoleoniche danneggiarono il loro commercio grazie al reclutamento di abili tessitori dall’Inghilterra e dall’Europa occidentale per il servizio militare. Con l’offerta limitata, la domanda di nastro era ancora maggiore facendo sviluppare un commercio illegale di nastri. In questo periodo si preferivano i nastri più larghi. Nel 1813 avvenne un vero e proprio boom con la creazione dei nastri con bordo picot, si trattava di nastri il cui bordo era composto da piccoli anelli e divennero un must.

Durante l’epoca Vittoriana i nastri furono l’elemento decorativo preferito, i nastri bordavano tutti gli orli, rifinivano gli abiti, la biancheria, i cappotti e i mantelli; essi venivano piegati, intrecciati e annodati per creare decorazioni e copricapi complessi.

Immagine di moda del periodo Vittoriano

I nastri acquistarono di nuovo importanza negli anni tra il 1910 e il 1920, quando si trasformarono in fiori e rifinirono elaborati abiti da sera, noti come abiti di stile; couturier come Lucile e le sorelle Callot erano ben noti per questi abiti.

I nastri hanno svolto un ruolo minore nell’abito alla moda durante il resto del ventesimo secolo, essi furono una delle scintille della rivoluzione industriale e man mano che la tecnologia progrediva divennero sempre più economici abbandonando completamente il loro status symbol; ma non sono sfuggiti all’attenzione di diversi designer come Charles James, Karl Lagerfeld e James Galanos, hanno tutti disegnato abiti composti interamente da nastri cuciti insieme per formare un tessuto.

Ana Muraca

Fonti:


 

https://fashion-history.lovetoknow.com/clothing-closures-embellishments/ribbon

https://americanhistory.si.edu/blog/easter-ribbons

https://fashion-history.lovetoknow.com/clothing-closures-embellishments/ribbon