A volte sono i piccoli dettagli a fare la differenza nella qualità della vita, e in questo
caso, non si tratta di dettagli poi così piccoli per una donna. Quando si studia la
storia a scuola, si tralasciano elementi di quotidianità estremamente interessanti e
portatori di una eloquente realtà; essendo nata nel XX secolo e con una innata
curiosità, non posso fare a meno di chiedermi come sarebbero le mie giornate se
fossi indietro di qualche secolo.

Potrei bere qualcosa in pubblico con un amico del sesso opposto? Potrei cantare a squarciagola mentre mi vesto? Potrei comprare
degli assorbenti? Assorbenti..? Ma…Come facevano le donne in quei giorni?!
Innanzitutto, bisogna essere consapevoli del fatto che le donne non hanno sempre
avuto un’alimentazione corretta e condizioni di vita tali da permettere un ciclo
regolare: inoltre, in passato l’età media era molto più bassa e le gravidanze molto
più frequenti. Quindi i cicli mestruali erano sicuramente in numero inferiore rispetto
a oggi.

In antichità non esistevano gli assorbenti come li conosciamo oggi e le donne
utilizzavano i materiali più disparati per gestire al meglio il flusso mestruale:
nell’antico Egitto, le donne usavano una sorta di assorbente interno fatto di foglie
di papiro ammorbidite; in Grecia, si usava un tessuto di garza avvolto attorno a un
pezzetto di legno; furono i Romani a inventare l’assorbente esterno, utilizzando
pezze di lino o di morbida lana, legate in qualche maniera rudimentale (non
esisteva la biancheria intima).

Tombs of LuxorExcept the Valley of the Kings

Nel Medio Evo, per le donne, frequente era l’uso di abiti di color rosso scarlatto…
Come mai? Per confondere eventuali macchie che sarebbero potute comparire in
quei giorni del mese. Le donne medievali gestivano in diversi modi il periodo del
flusso: alcune lo lasciavano semplicemente passare, senza protezione alcuna,
cospargendo abiti e pavimenti del loro sangue; altre utilizzavano muschio
assorbente o pezzi di stoffa legati sui fianchi (anche in questa epoca, le mutande
non venivano utilizzate, almeno dalle donne, perché considerate simbolo di virilità:
probabilmente però, nei ceti medio-alti, alcune signore sfidavano questa regola
sociale e in quei giorni le indossavano).

La via della salvezza, Andrea Da Firenze (Italia attivo dal 1343-1377), Cappellone degli Spagnoli.

Nell’800, gli assorbenti assumono una forma particolare: un pezzo di stoffa
assorbente e riutilizzabile, indossato grazie a una specie di cintura (la “sanitary
belt”, che sparì definitivamente nel 1980 per essere sostituita dall’assorbente con
striscia adesiva, applicabile sulla biancheria intima).
Ben presto Benjamin Franklin avrebbe creato assorbenti usa e getta per fermare il
sanguinamento dei soldati in battaglia: da questa invenzione, nel 1888,
Johnson&Johnson creò i primi assorbenti usa e getta per signora…
Ma l’imbarazzo che accompagnava il momento dell’acquisto ne impedì il
successo.

Sanitary Belt

Durante la Prima Guerra Mondiale, le infermiere si accorsero che la cellulosa
utilizzata per i bendaggi delle ferite dei soldati era molto più assorbente del cotone:
l’idea venne sfruttata negli anni Venti da Kotex (della casa madre Kimberly-Klark)
che produsse i primi assorbenti moderni usa e getta in cellulosa e cotone. Negli
stessi anni, il dottor Earle Haas, già inventore del diaframma contraccettivo, creò il
primo tampone interno con un filo per la rimozione. Il prodotto fu registrato nel
1936 da Gertrude Tendrich, imprenditrice di origine tedesca, che comprò marchio
e brevetto e fondò la società Tampax.

Per concludere questo breve excursus sulla storia di un evento così presente e
importante nella vita della donna e per la storia del costume, Vi faccio e mi faccio i
migliori auguri.

Ci auguro di avere sempre la forza di far sentire la nostra voce…Ma anche di non
perdere la delicatezza che ci contraddistingue, nel farlo.
Ci auguro di sentirci sicure di meritare di più, perché può sempre esserci di
meglio… Ma anche di sentirci grate per ciò che già abbiamo.
Ci auguro di ricordare sempre che non siamo inferiori agli uomini… Ma nemmeno
superiori.

Siamo due categorie umane estremamente diverse.
Per fortuna.
Auguri, Signore.

“Talvolta le donne non sanno neppure quale sia l’origine del loro male, prima
di aver avuto esperienze delle malattie legate alle mestruazioni e di essere
giunte a un’età più avanzata. Allora le necessità e il tempo mostrano loro le
cause della malattia. Talvolta, in donne che non conoscono l’origine delle loro
malattie, queste diventano incurabili, prima che il medico sia stato informato
correttamente dalla malata dell’origine del male. In effetti, il pudore spesso
impedisce loro di parlare anche se sanno; e vedono questo come
vergognoso, per inesperienza e ignoranza…”

Ippocrate, V secolo a.C., Malattie delle donne

 

Marianna Guareschi

Bibliografia:

Petra Habiger, Menstruation, Menstrual Hygiene and Woman’s Health in Ancient Egypt
Jennifer Courson Guerra, Dall’Antico Egitto al Tampax: Storia dell’igiene mestruale, 2017
Procter & Gamble, History of Tampons and Tampax