Uno dei primi ideali moderni femminili è stato rappresentato dalle illustrazioni a inchiostro di Charles Dana Gibson a cavallo tra il XIX e il XX secolo negli Stati Uniti e in Canada. Le sue raffigurazioni riflettevano un importante cambiamento nelle donne dell’epoca. Le sue ragazze, sopranominate le Gibson Girls, erano alte, snelle e voluttuose, caratterizzate da una linea a “S”, un ampio seno, fianchi e glutei; un collo sottile e i capelli raccolti con uno chignon.

La Gibson Girl apparteneva all’alta borghesia, indossava gli abiti all’ultima moda, faceva esercizio, lavorava, era indipendente e sicura di sé. Si differenziava da un’altra immagine culturale dell’epoca, la New Woman perché non fu mai coinvolta nel progressivo cambiamento sociopolitico della donna emancipata, pur avendone alcune delle sue caratteristiche e questo la rese ancora più popolare dato che non sovvertiva direttamente i ruoli tradizionali e quindi riuscì a rimanere all’interno dei confini dei ruoli femminili senza troppa trasgressione.

Per molti versi, le Gibson Girls sono le antenate delle flapper degli anni 20, come loro, avevano una sessualità dominante, dove l’uomo si riduceva a un semplice accessorio utile a soddisfare i suoi capricci. Tutto questo è evidente in illustrazioni come quella dove piccoli uomini sono osservati da una Gibson girl, sotto una lente d’ingrandimento o dove in modo disinvolto, lei li schiaccia sotto i suoi piedi. Molto spesso, questa donna era single, ma se decideva di sposarsi, il suo temperamento impetuoso veniva appagato dal suo diventare madre o dai chiacchiericci con le amiche, rientrando tutto nell’abituale sfera femminile.

Molte donne hanno posato per le illustrazioni in stile Gibson Girl, tra cui la moglie di Gibson, Irene Langhorne, che potrebbe essere stata la modella originale. Tra le Gibson Girls più famose abbiamo: l’attrice Camille Clifford, la cui alta pettinatura, la sua figura a clessidra e la vita da vespa definivano lo stile; la modella e attrice Evelin Nesbit, protagonista di una delle illustrazioni più rappresentative di Gibson, “The Eternal Question” e l’attrice e cantante lirica Lina Cavalieri, considerata una delle donne più belle della Belle Epoque.

The eternal question

Le Gibson Girls indossavano bluse in mussola con collo montante e cravattino, le maniche a gigot, una lunga gonna stretta ai fianchi che poi si apriva a campana, in modo da evidenziare il vitino da vespa e tutta una serie di accessori come guanti, ombrelli, borsette e copricapi come quelli a tese ampie con piume o in paglia con ornamenti in seta, utili per le gite fuori porta. Per il giorno, dato che si trattava di una donna dinamica a cui piaceva fare sport, le scarpe più adatte erano gli stivaletti in pelle stringati detti Balmoral, mentre per la sera, vennero ideate scarpe più comode e al tempo stesso eleganti.

Les Modes Sept 1901 Maison Rouff

I lunghissimi capelli, propri dell’età vittoriana, venivano cotonati e raccolti in modo compatto verso l’alto in un ampio chignon. Avevano una silhouette a forma di “S” ottenuta indossando un corsetto più lungo e piatto a forma di cigno. Il modello progettato dalla corsettaia e medico francese Ines Gache-Sarrunte, era meno costrittivo e più confortevole grazie ad un tassello rigido centrale detto, busk. Quest’ultimo conferiva un miglior portamento donando all’andamento una nuova sensualità.

Queste ragazze, dovevano essere molto femminili e allo stesso tempo mostrare la propria fragilità attraverso una pelle molto chiara resa ancora più diafana con delle polveri minerali e certi accorgimenti che enfatizzavano persino una finta trasparenza e un aspetto malaticcio come era di moda all’epoca.

Per alcuni, la Gibson Girl fu il primo standard di bellezza americano, le illustrazioni dove lei era protagonista, furono pubblicate su giornali e riviste durante la Belle Époque e diventarono estremamente popolari e da lì ai souvenir con la sua immagine, il passo fu breve: da piattini a posacenere, tovaglie, fodere cucchiai e portaombrelli.

Con la prima guerra Mondiale, la Gibson Girl comparve come una donna d’altri tempi, ora si richiedeva un ideale di donna diverso, più combattivo, pratico, forte che potesse fare fronte ai cambiamenti.

Ana Muraca

Fonti:

https://en.wikipedia.org/wiki/Gibson_Girl