Karl Lagerfeld disse una volta che ogni disegnatore del XX secolo e d’inizio del XXI, si è ispirato in qualche modo ai Balletti Russi, e aveva ragione.

Fin ora abbiamo parlato dell’importanza dei Balletti Russi all’inizio del 900, ma la loro influenza è rimasta nel tempo ed è stata punto d’inspirazione per tanti stilisti che hanno creato le loro collezioni partendo dai disegni dello stesso Bakst; questo ultimo articolo sui Balletti Russi, vuole essere un racconto per immagini di questo percorso.
Dopo Poiret, che possiamo considerare il primo creatore a essere stato influenzato dai Balletti Russi, fu Yves Saint Laurent, che affascinato dall’oriente, dall’arte e dalla cultura, creò ben due collezioni ispirate ai Balletti Russi: la prima del 1976 intitolata “Ballets Russes – Opera” e la seconda nel 1979 concepita come un tributo a Diaghilev e a Picasso; i suoi abiti, riccamente ornati, brillavano per i materiali e per gli accostamenti di colore.  Nella primavera – estate del 1991, riprende l’ispirazione orientaleggiante creando dei pantaloni harem e coloratissimi fez.

Yves Saint Laurent 1976

Yves Saint Laurent è, diventando a sua volta, punto di riferimento per gli stilisti successivi, la sua visione dell’oriente e dei balletti è diventata un filtro attraverso il quale i nuovi stilisti hanno guardato lo stesso soggetto.

Nel 2009, nel centesimo anniversario del primo spettacolo parigino dei Balletti Russi, sono stati in molti a creare collezioni influenzate dai colori, dalle forme, dai tessuti e dall’orientalismo dei balletti, da John Galliano sino a Marc Jacobs.
Per John Galliano i Balletti Russi sono un tema  d’ispirazione ricorrente, come nell’autunno 2008 dove per la linea ready to wear si è inspirato sia ai balletti che a Poiret,  l’anno successivo invece, l’inspirazione venne direttamente dalla Russia e dall’esotismo orientale, e ancora nell’autunno – inverno 2011 per la collezione underwear, egli crea uno scenario dove i modelli impersonano Vaslav Nijnsky e Anna Pavlova (i primi ballerini dei Balletti Russi).

John Galliano Underwaer 2011

Proprio in questo mese, per rilanciare la sua attività come stilista, Galliano ha partecipato come editore di moda invitato alla rivista Vogue, dove ha posato accanto alla modella e amica Kate Moss in un servizio fotografico in uno stile palesemente influenzato dai Balletti e da Malcolm McLaren.

Rivista Vogue Dicembre 2013

Karl Lagerfeld fece il tanto criticato tutù nel 2009 per il balletto “La morte del cigno” nello spettacolo che  l’ English National Ballet realizzò per celebrare il centenario dei Balletti Russi; due anni dopo, Lagerfeld riprende il tema per la collezione pre-autunnale di Chanel.
Erdem, lo stilista canadese, nella primavera estate del 2011 lancia una collezione, dove i colori, le stampe a fiori, le gonne dalla linea ad “A”, insieme all’aspetto surreale e vivido richiamano la estetica di Bakst.

Marc Jacobs 2009

Ultimo per cronologia ma non per immaginazione, il marchio delle sorelle Tamara e Natasha Surguladze, ovvero Tata Naka, ha appena lanciato per la primavera – estate 2013-2014, una collezione che riprende lo spirito più giocoso e divertente dei balletti, con capi coloratissimi e con un certo tocco cubista.

Tata Naka SS 2014

Come abbiamo visto, dal 1909 quando i balletti russi si presentarono per la prima volta in occidente, tutta la loro creatività e innovazione è stata accolta, rielaborata e riproposta in ambiti diversissimi, ma fu soprattutto la moda a raccogliere pienamente la loro eredità mantenendo vivo il loro spirito creativo fino ai nostri giorni.

Ana Muraca

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