Uno degli accessori più alla moda tra la fine del 1400 e gli anni ’30 del 1500 è stato lo “Zibellino da Pulci” o da “mane”. Questi animaletti, appartenenti alla famiglia delle donnole venivano posati sulla spalla, portati in mano o indossati sulla cintura con una catenella collegata al collo e alla bocca dell’animale. Gli esempi più sontuosi presentavano la testa e le zampe ingioiellate, e gli occhi in pietre preziose, tra cui il rubino.

A tutt’oggi ci sono pochissimi esemplari sopravvissuti; le poche informazioni riguardanti il loro aspetto e il modo in cui veniva indossato sono documentati da alcuni dipinti dell’epoca, come il ritratto di Frances Sidney, Contessa del Sussex, di autore ignoto o il ritratto di Isabellade Medici realizzato da Alessandro Allori nel 1558 dove lei ha in mono uno zibellino ingioiellato.

A differenza delle altre pellicce, lo zibellino, o come viene chiamato in alcune zone dell’Italia “sgridatto”è divenuto nel tempo un oggetto enigmatico. Secondo alcuni studiosi veniva usato principalmente per tre motivi: innanzitutto indicava la ricchezza e lo status di chi l’indossava, in secondo luogo, grazie all’associazione donnola-parto veniva considerato come un amuleto protettore della gravidanza e della fecondità come si può vedere nel dipinto che ritrae la contessa Lucia da Porto con la figlia Deidamia, di Paolo Veronese. La Contessa, incinta di sua figlia Emilia indossa uno zibellino sospeso al braccio, molto simile alla testa in oro presente al Walters Art Museum di Baltimora.

Paolo Veronese, ritratto della contessa Lucia da Porto

Testa di zibellino ingioiellata, 1550, probabilmente Veneziana, Walters Art Gallery Baltimore.

In terzo luogo veniva indossato come pelliccia da pulci. Questo termine fu coniato nel XIX secolo da Wendelin Boeheim, il quale sosteneva che date le condizioni poco igieniche dell’epoca veniva indossato con lo scopo di attirare le pulci dal corpo di chi l’indossava sulla pelliccia dell’animale morto. Attualmente però non ci sono prove che confutano questa teoria.

Ritratto di Elisabetta di Volois, Spagna 1560 di Juan Pantoja de la Cruz

Questi bizzarri oggetti venivano indossati da reali e nobildonne ed erano presenti nell’inventario di Enrico VIII, dove viene elencato uno zibellino dalla testuggine impreziosita di diamanti e artigli con pietre di zaffiri. Anche Eleonora di Toledo ne possedeva almeno quattro, mentre la regina di Scozia Maria, al suo ritorno da un viaggio in Francia portò con se’ uno zibellino con la testa in giaietto.
Stravaganze a parte, lo zibellino era forse l’accessorio più diffuso per chi voleva apparire e sedurre in modo un po’ sinistro e macabro.

 

Francesca Galassini

 

Bibliografia:

www.fashionencyclopedia.com/fashion…16th…/Flea-Fur.html

www.larsdatter.com/zibellini.htm