La seconda guerra mondiale, segnò profondamente questo periodo, per quanto riguarda il trucco, glicerina e alcol erano molto razionati poiché erano indispensabili nella fabbricazione di munizioni; questo comportò una grave mancanza delle materie prime per fare cosmetici, colonie, profumi, oli e saponi; anche la plastica e il metallo per la realizzazione dei contenitori dei trucchi venne a mancare, questo mise in ginocchio l’industria cosmetica che, non disponendo di materie prime, si dedicò a produrre materiali per la guerra, mentre le donne dovettero arrangiarsi con ciò che avevano a disposizione.

Katherine Hepburn

Questa mancanza di prodotti cosmetici fece si che la pallette dei colori del makeup degli anni 40 fosse molto ridotta e quindi si prediligesse un trucco molto più naturale rispetto a quello degli anni 30.  La pelle doveva avere una tonalità  che andava dal pallido fino al leggermente abbronzato, le sopracciglia delineate con una matita dello stesso colore, mascara, un tocco di colore sulle guance e il rossetto rosso sulle labbra.

Le donne americane erano sicuramente più avvantaggiate da quelle europee, esse potevano contare con i prodotti cosmetici creati da aziende nate a inizio secolo negli Stati Uniti come Max Factor, Helena Rubinstein ed Elizabeth Arden.

La mancanza di cosmetici però non comportò una diminuzione nella cura delle donne, anzi, questo è uno dei decenni dove l’eleganza regna sovrana; senza importare la classe o la condizione economica d’appartenenza, le donne facevano di tutto per avere un aspetto curato con quel poco che avevano.  Per dare colore al viso e risollevare il morale, il trucco degli anni 40 si concentrò soprattutto sulle labbra, per le quali scelsero le tonalità del rosso, a volte con una sfumatura blu o marrone, altre volte con una sfumatura arancio o rosa.  I rossetti erano mate ma chi voleva un po’ di lucentezza, doveva applicare della vaselina sopra. Non fu solo il colore delle labbra a definire gli anni 40, anche la forma di esse fu molto importante, essa doveva essere piena e a cuore, che rifletteva completamente la tipologia di donna di questo decennio che doveva avere un look maturo, caldo, sensuale ma non provocante.

I consigli di bellezza dell’epoca, raccomandavano di ammorbidire le labbra con olio di mandorle o di oliva e in seguito applicare il rossetto; inoltre, di usare i colori naturali per il giorno, mentre quelli più colorati, dovevano essere usati la sera.

I film continuarono a essere una grande influenza per il trucco, infatti, un icona fin dagli anni 30 fu Joan Crawford che stanca di fare ruoli dell’amante divertente decise che le labbra sottili non facevano più per lei, cosi, ignorando il contorno naturale delle sue labbra, Max Factor creò per lei un trucco conosciuto come “Hunter’s Bow Lips”, dove il rossetto applicato al di sopra del contorno superiore e inferiore delle labbra, aumentava le dimensioni della bocca, e questo diventò subito di moda.

Joan Crawford

Dopo la guerra, arrivarono dall’America nuovi colori di rossetto che includevano toni più chiari, insieme alle matite per le labbra utilizzate per creare un contorno più definito che poi era riempito con il rossetto.

La pelle doveva avere un colorito naturale e soprattutto sano, il che portò la moda di un look leggermente abbronzato, ma giacché molte donne lavorando in fabbrica, non si potevano permettere di prendere il sole, quindi fecero ricorso a fondotinta e cipria che conferissero questo aspetto.  Helena Rubinstein creo in questo periodo un fondotinta abbronzante con la rispettiva cipria, mentre il must have del periodo, era sicuramente il Pan Cake, creato da Max Factor per gli attori del cinema; esso conferiva un aspetto uniforme e senza imperfezioni, ed ebbe tanto successo che fu lanciato al grande pubblico alla fine degli anni 30; ma le donne europee dovettero aspettare fino alla fine della guerra per averlo, nel frattempo, grazie alla mancanza di materie come la glicerina, non potevano contare nemmeno sul fondotinta, e quindi si arrangiavano con la cipria applicata con acqua, questo però creava strati di colori che dopo un po’ si sgretolavano.

Gli occhi erano truccati con la sostituzione casalinga di ombretti e mascara, per esempio venne creato un ombretto morbido e fumoso bruciando una candela sotto un piatto, producendo cosi un residuo fuligginoso che poi veniva mischiato con della vaselina e applicato sulle palpebre.  Il mascara invece, venne sostituito con del sughero bruciato, anche se le più fortunate potevano ancora trovare il mascara vero e proprio, che all’epoca era venduto in una scatola come un blocco compatto da applicarsi tramite un piccolo spazzolino. Le donne dovevano sputare sopra il blocchetto e creare una pasta tramite lo spazzolino per poi applicarla sulle ciglia; normalmente era di color nero, ma era prodotto anche in marrone e blu. L’eyeliner invece inizia a comparire sulle palpebre superiori, solo alla fine del decennio.

Le sopracciglia erano molto curate, esse spesso erano ad arco e avevano uno spessore più ampio rispetto alle sopracciglia sottilissime degli anni 30.

Il fard veniva venduto in piccoli vasetti di cartone ed era conosciuto come “rouge” , si trattava di una polvere compatta e compressa, venduta in toni corallo, rosa e pesca; veniva usato per conferire un aspetto sano al look, ma quando non disponibile, si usava il rossetto per dare quel tocco di colore alle guance.

La creatività  delle donne degli anni 40 ci insegna quanto poco ci vuole per, in mancanza di mezzi, essere sempre eleganti e quanto sia importante la cura di se, per mantenere alto il morale non importa le circostanze.

 

Ana Muraca

 

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