Dopo la seconda guerra mondiale, le innovazioni tecniche nel campo tessile, diedero come risultato nuove fibre sintetiche che offrivano non solo un prezzo molto più conveniente rispetto alle fibre naturali, ma anche una gran varietà di testure che richiedevano una cura minore.  Questo influenzò ampiamente il settore della moda.

Claire McCardell dress Enka Rayon ad 1951 Scavullo

Alcuni di questi nuovi materiali erano già stati creati negli anni precedente, ma la sua commercializzazione al grande pubblico avvenne negli anni 50.  Rayon, nylon, poliestere e acrilico sono le più conosciute, sotto i diversi nome a seconda della ditta che le produce.

Il Rayon è la prima fibra realizzata dall’uomo, ma non può essere definita sintetica perché proviene dalla cellulosa (materia presente nelle piante), cosi venne chiamata semi-sintetica.  La sua invenzione risale al 1855, quando il chimico svizzero Goerges Audemars, alla ricerca di una procedura che gli consentisse di realizzare un filamento che assomigliasse alla seta, creò questa nuova fibra; ma fu solo nel 1905 che i fratelli Camille e Henri Dreyfus svilupparono un metodo commerciale per sintetizzare la cellulosa tramite l’acetone e poter ottenere un filo che venne chiamato acetato, il quale era già in produzione nel 1918 nell’ UK dalla Courtaulds, e in America, dalla American Viscose Company. La DuPont comprò i diritti del procedimento negli anni 20 dandole come  nome alla fibra prodotta, quello di Rayon.

Il Rayon è più assorbente del cottone e del lino, per questo, è ottima per la confezione degli abiti estivi, si tinge con facilità consentendo una ampia scelta di colori, essa produce un bellissimo drappeggiato che fece il suo successo tra gli anni 30 e i primi anni 40. Durante la guerra, il rayon fu una delle poche stoffe disponibili. Il rayon acetato è particolarmente adatto per la fabbricazione di satin e taffetà, venendo molto utilizzata negli anni 50, quando erano richieste queste tipologie di stoffe per le ampie gonne a ruota del New Look.

La prima vera fibra sintetica fu il Nylon che ebbe le suoe origini alla fine degli anni 20 come prodotto di una ricerca condotta dal chimico Wallace Carothers per la DuPont; la produzione di questa nuova fibra iniziò nel 1939 con l’annuncio della scoperta nella fiera mondiale di New York. Il suo primo utilizzo fu nelle calze femminili che fino a quel momento erano o di seta (per chi se le poteva permettere) o di rayon che pero si sformava con facilità. Fu un enorme successo, le calze fatte di nylon erano elastiche, si adattavano benissimo alla forma delle gambe e avevano un prezzo accessibile.

Nel 1939, la DuPont concesse la licenza della manifattura del nylon alla ICI che insieme a Courtaulds crearono la “British Nylon Spinners” nel 1940, rifornendo tutta l’Europa.

Durante la seconda guerra, la produzione della nuova fibra si concentro nella realizzazione dei paracadute e delle corde, rendendo difficoltoso il rifornimento delle calze; ma una volta finita la guerra, non solo venne ripresa la produzione di calze, ma il nylon venne usato anche nella fabbricazione di stoffe, nella maglieria, ma soprattutto nella lingerie che negli anni 50 era costituita da corsetti, “roll on” e guaine costrittive per le quali, tale materiale per la sua flessibilità e resistenza era  adatto.

Dopo il Nylon, la maggiore scoperta nell’industria delle fibre sintetiche è quella del Polyester. Durante la ricerca che Carothers fece per la DuPont, venne scoperto un polimero molto forte che poteva essere trasformato in una fibra, che però era molto solubile e il punto di fusione troppo basso per poter essere usata; cosi venne abbandonata la scoperta per concentrarsi nel più promettente nylon. Nel 1941, due scienziati britannici Whinfield e Dickson approfondirono le ricerche arrivando a patentare la fibra con il nome di PET, posteriormente prodotta come Terilene dalla ICI. La DuPont compro i diritti americani nel 45, sviluppando la fibra, e 5 anni dopo, producendo il Dacron Poliestere che aveva un punto di fusione ancora più alto di quello del nylon, quindi permetteva la produzione di stoffe con pieghe permanenti.

Questa nuova fibra viene vista con entusiasmo come una grande invenzione, perché consentiva la realizzazione di diversi tipi di stoffa adatta alla confezione di abbigliamento, biancheria intima e abiti da lavoro, offrendo sofficità, leggerezza, economicità, durabilità, resistenza e facilità di lavaggio. A differenza del nylon, il poliestere manteneva i colori e non ingialliva con il tempo, a contatto con la pelle era molto più morbido e si combinava bene con la lana, il cottone e la seta, ma non era cosi flessibile, il che permise al nylon di continuare ad essere il più usato nella fabbricazione delle calze femminili.

Il poliestere fu un successo enorme, dai prodotti industriali al filo per cucire, tutto era fatto in poliestere, e quando il Terylene (nome mantenuto in Europa) fu prodotto a larga scala nel 55, diede un grosso impulso all’industria tessile britannica; ma la maggior popolarità arrivò negli anni 60 con la rivoluzione giovanile che aveva bisogno di abiti economici, fashion, e il poliestere era la fibra più economica sul mercato.

L’Acrilico è il terzo maggior gruppo delle fibre sintetiche, il suo sviluppo proviene dal lavoro eseguito nel 1944 dalla DuPont sul rayon; inizialmente, la fibra scoperta venne ettichetata come sostituto della lana perché è un materiale morbido e caldo. Nel 1950 venne messo in produzione in America con il nome di Orlon.

L’acrilico permise la diffusione della nuova moda imposta dalla “sweater girls” con i loro maglioncini in lana o cashmere che il nuovo materiale imitava alla perfezione a un prezzo più ridotto.
Come abbiamo visto, l’introduzione di queste nuove fibre semi-sintetiche e sintetiche faceva parte di uno sviluppo iniziato alla fine del XIX secolo e che portò a una vera e propria rivoluzione nell’abbigliamento. Da un lato, gli indumenti alla moda che prima erano appannaggio delle classi alte, ora sono alla portata di tutti; questo compromise il sistema moda giacché esso non seguirà più la teoria della classe agiata, teorizzata da Veblen dove era la classe dominante a imporre la moda che poi veniva imitata dalle classi inferiori, ma ora essa potrà provenire anche dal basso. Se pensiamo alle culture giovanili, i nuovi tessuti creati con queste fibre (molto più economici), gli permisero di imporre una moda che poi sarà seguita da tantissimi altri teenager. Da un altro lato, questo contribuì ad una rapida democratizzazione del sistema moda e se per il XX secolo possiamo parlare della moda di una decada determinata, per il XXI secolo, al massimo possiamo parlare di stili.

Ana Maria Duque Muraca

 

In questo link troverete un video della Pathe sulla moda degli anni 50 realizzata con il Terilene.