Quando si parla della moda degli anni Trenta la prima definizione che viene in mente è “glamour hollywoodiano”. Questo è infatti il decennio in cui il cinema diventa ancora più popolare e in grado di influenzare i gusti e le scelte di un pubblico sempre più vasto.

Nel 1927 l’avvento del sonoro porta una grande rivoluzione: finalmente gli attori possono parlare e la loro recitazione non è più affidata alle enfatiche espressioni del viso e ai brevi dialoghi dei testi. Le trame si fanno così più complesse, aumenta la durata delle pellicole e nuovi attori arrivano sulla ribalta di Hollywood. Sì perché la maggior parte degli attori del cinema muto non regge l’impatto con il sonoro e moltissime sono le carriere stroncate per l’incapacità di recitare o causa di una voce non molto profonda o suadente.

Jean Harlow con abito di lamé bianco bordato di piume disegnato da Adrian, anni Trenta

Sullo schermo gli attori fanno sognare per la loro bellezza e per la loro eleganza, gli Studios sono attentissimi a tutto e ne organizzano la carriera e la vita privata. Una delle
leve più utilizzate per creare un’immagine di successo delle stelle delle grandi case di produzione è senza dubbio la moda e diversi sono i costumisti che diventano famosi e
richiesti grazie alla loro capacità di creare abiti indimenticabili per le nuove dive.

Carole Lombard con abito da sera bianco modello sottoveste, anni Trenta Fonte: deforest.tumblr.com

Uno dei creatori più famosi è Adrian, costumista della MGM che veste Greta Garbo e altre attrici famose come Jean Harlow, Hedy Lamarr e Joan Crawford. È proprio per la
Crawford che Adrian crea il primo abito che ha un grandissimo successo di pubblico negli anni ’30 e che influenzerà la moda del decennio, il cosiddetto “vestito di Letty Lynton”. Si tratta di un lungo abito bianco con la vita stretta e voluminose maniche costituite da più ruches sovrapposte indossato dalla Crawford nel film “Ritorno” del 1932. Adrian decide di cedere il modello ai grandi magazzini che mettono in vendita l’abito nello stesso periodo in cui il film esce nelle sale: è un grandissimo successo! In pochi giorni vengono venduti 500.000 “vestiti di Letty Lynton” e questo abito contribuisce all’affermazione della moda delle spalle ampie che caratterizzano gli abiti degli anni Trenta.

Joan Crawford from ‘Letty Lynton’, 1932

Il bianco diventa così il colore prediletto per gli abiti da sera nei film ma anche per le serate mondane. Le dive del cinema indossano sinuosi abiti in raso che mettono in risalto la silhouette rendendole ancora più affascinanti e spingendo le donne ad emularle. Grazie anche al taglio a sbieco del tessuto, lanciato dalla stilista francese Madeleine Vionnet, che permette di creare linee più aderenti fino ad allora sconosciute, vengono disegnati abiti che fanno sognare ancora oggi.

Oltre al taglio a sbieco, gli abiti da sera degli anni Trenta si caratterizzano per le profonde scollature sulla schiena e per le maniche ampie, a volte esagerate, che contribuiscono a snellire e slanciare la figura di chi lo indossa. Non possono mancare i gioielli sontuosi, spesso di diamanti, e le lunghe stole bordate di piume o di pelliccia nelle quali le dive si avvolgono con gesti leggeri ed eleganti.

Bette Davis indossa un abito bianco modello sirena con maniche lunghe, fiocco sul collo e apertura sul décolleté, anni Trenta. Foto: www.marieclaire.co.uk

In molti film del decennio ci sono abiti memorabili e il loro successo viene amplificato dalle foto pubblicate sui giornali femminili come su quelli dedicati al cinema. Le immagini delle attrici più famose negli anni Trenta fasciate in lunghi abiti da sera bianchi come Jean Harlow, Bette Davis e Carole Lombard, continuano ad affascinare e ad essere fonte d’ispirazione ancora oggi, a ormai 90 anni di distanza.

Anna Manghisi

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