Il rapporto che intercorre tra moda e arte è noto ormai a tutti, ma questo pedissequo loro rincorrersi e allontanarsi, ha portato nel corso del tempo a influenze e collaborazioni tra artisti, pittori, stilisti e designer degne di attenzione e fautrici di grandi innovazioni.

Piet Mondrian, pittore olandese, nato ad Amersfoort nel 1872, esponente della corrente de Stijl, nella sua lunga ricerca pittorica, alla quale si dedica per la vita, cerca di ridurre le forme dal concreto all’astratto.
Il motivo delle sue ricerche pittoriche, conosciutissimo e banalizzato, poiché facilmente riproducibile su ogni superficie, cela in realtà il punto d’arrivo di un’irrequieta ricerca pittorica che mira al fulcro delle forme stesse, le più concrete e reali e queste voleva appunto tramutare in astratte.
Questa ricerca complessa arriverà ad una riduzione delle forme in un elementare reticolo di linee nere sottili, entro le quali campisce rettangoli e quadrati colorati.

Composizione in rosso, blu e giallo del 1930

Le composizioni erano basate su blocchi di colore rosso, blu e giallo (i colori fondamentali), contenuti da linee nere che si incontrano sempre a 90° su uno sfondo bianco; le linee nere rappresentano il principio vitale attivo maschile (verticale) e femminile (orizzontale), il loro incontro a croce è simbolo di generazione e di vita, analogo valore hanno i tre colori primari.

Ad un simile punto d’arrivo di semplificazione delle linee e forme, era giunto Yves Saint Laurent, degno erede di Dior, che alla sua morte nel 1957, gli succede come designer della maison.
Il genio Yves Saint Laurent si rivela subito all’altezza e con l’invenzione della linea a “Trapezio” del 1958, non solo ci propone una donna in linee nuove, libera ormai da ogni reclusione e forzatura, ma salva il mercato delle esportazioni francesi di moda di cui la maison Dior deteneva il 50% circa.

Yves Saint Laurent collezione Mondrian 1965

Nel 1962 Yves Saint Laurent lasciò Dior e fondò l’omonima etichetta (Yves Saint Laurent, spesso abbreviata YSL) insieme al socio e compagno Pierre Bergé e nel 1965 con la collezione ispirata a Mondrian, non solo rende omaggio al pittore, ma della rappresentazione pittorica si serve per semplificare le linee di un abito che, silenziosamente scivola sulle forme femminili e dona un’allure minimal e spaziale in linea con quelle che erano le tendenze degli anni 60’.

Nell’ingegnosa creazione di lana e jersey, le cuciture vengono nascoste dalle linee della composizione e la soluzione è vincente, in quanto denota la bravura dello stilista nell’utilizzare una tecnica grafica che bene si accomoda sul corpo delle donne. Furono molti gli artisti ai quali si ispirò nella sua lunga carriera, proprio per sancire questo rapporto arte-moda, ancora inusuale. Tra gli estrosi pittori del Novecento a cui si ispira troviamo Picasso, Matisse, Braque e Andy Warhol.

 La collezione è un successo, l’accordo che viene a crearsi tra arte e moda ancora di più, il richiamo alle tele del pittore olandese, alle sue cromie, dona un’aura di eternità a quella ricerca a cui tanto a lungo si era dedicato.  Il tema non viene banalizzato come a molti potrebbe sembrare, ma entra a far parte di un complesso nuovo, le linee essenziali ritornano proprio al punto di partenza, Mondrian era partito dai principi vitali, uomo-donna, e proprio su quest’ultima le sue linee vengono a riproporsi.

Antonella Ciciriello

Bibliografia
Storia dell’arte contemporanea, Renato De Fusco, Editori Laterza, 1983
Storia dell’arte contemporanea, da Cezanne alle ultime tendenze, R. Barilli, Feltrinelli 2001
Storia della Moda e del Costume, V.Maugeri,A.Paffumi, Calderini 2005
Mondrian e De Stijl, J.Nigro Covre, Giunti Editore 2008