Vincitrice dell’Oscar 2015 ai migliori costumi è Milena Canonero per “Gran Budapest Hotel”.Questo è il quarto Oscar per la costumista italiana, già premiata per i film: “Marie Antoinette”, “Chariots of Fire” e “Barry Lyndon”, ma che ha anche realizzato i costumi per films come “Arancia Meccanica”, “Shining” e “La mia Africa”.

Grand Budapest Hotel è ambientato nella fantomatica Zubrowka nell’est europeo, tra le due grandi guerre; i colori accessi e gli accostamenti inconsueti insieme all’esagerazione dei particolari, creano un’atmosfera bizzarra e accattivante che introduce lo spettatore nelle vicende dei personaggi principali: Monsieur Gustave H, il concierge dell’albergo e il nuovo arrivato, Zero Moustafa, il portiere, che è anche il narratore della storia.

La Canonero ha scelto per le divise del personale dell’albergo un insolito colore malva e viola, in netto contrasto con gli interni rosso e giallo.

Una breve ma fondamentale apparizione è quella di Madame D, eccentrica collezionista d’arte, donna ricchissima ultra ottantenne, con una grande passione per il concierge dell’albergo e per i quadri di Klimt; infatti i suoi costumi, per lo più in velluto, hanno delle stampe che ricordano i famosi dipinti; il bellissimo capotto rosso è stato realizzato in collaborazione con Fendi, insieme al capotto in astrakan di un altro personaggio, Edward Norton, capitano della polizia militare.

 

Il figlio di Madame D è il malevolo, Dmitri Desgoffe und Taxis, antagonista di Monsier Gustave, che rivela la sua malvagità con un look total dark e i baffetti all’insù.

 

Agatha, la fidanzata di Zero, lavora nella famosa pasticceria “Mendl’s”, è una ragazza lavoratrice e indossa un abito semplice a maniche corte e un maglione sottostante, il tutto si abbina perfettamente al colore dei dolci che sforna.

J.G Jopling è un serial killer che indossa una favolosa giacca in pelle, realizzata in collaborazione con Prada.

I costumi del film, attingono a elementi filologici e non, creando un ambiente immaginario carico di riferimenti letterari, artistici e cinematografici, dove il colore , l’eccentricità e l’eleganza portano la nostalgia dei bei tempi andati.

 

Ana Muraca