La notte del primo giugno di cinque anni fa, si spengeva nella sua residenza parigina il genio della moda Yves Saint Laurent; eppure sembra sia passato un secolo, la sua mancanza si sente come un vuoto incolmabile nell’alta moda, sarà perché è stato uno degli stilisti con maggiore senso del colore, sarà perché ogni stagione stupiva con idee sempre nuove e repentini cambiamenti di stile, l’unica cosa certa è che ci ha lasciato.

 Era appena un ragazzo quando Christian Dior lo chiama a lavorare per lui come suo assistente, e alla sua morte, il destino dell’impero Dior insieme a quello dell’alta moda francese, era nelle sue mani, ma lui seppe stupire tutti con la sua siluette a trapezio.

Il suo stile in continuo cambiamento mal si adattava pero alla maison Dior, la quale si distingueva per una moda raffinata ed elegante, adatta alle signore dell’alta società, cosi quando Yves deve andare a prestare il servizio militare, fu sostituito e a doverglielo comunicare fu proprio Pierre Bergé, colui che sarebbe stato il suo compagno e socio in affari per il resto della sua vita.

 La maison Yves Saint Laurent apre le porte con la sua prima collezione il 29 gennaio del 1962 suscitando un successo clamoroso.  Da allora, Yves seppe interpretare lo spirito giovanile e polemico degli anni sessanta, prendendo spunto dalla moda di strada, dalle diverse culture, dalla storia, dall’arte, dalla letteratura; creò uno stile ricco, trasgressivo e senza limiti, introducendo nuovi elementi nella moda femminile come le sahariane, i capi trasparenti, il tailleur pantalone e lo smoking femminile che sarà uno dei suoi segni distintivi.

 Iniziò a lavorare senza sosta creando non più due collezioni l’anno ma quattro (due per l’alta moda, e due per il prêt-à-porter), disegnando costumi per il teatro, lanciando profumi (Y del 64, YSL pour homme del 71, Rive Gauche 71, Eau Libre del 75, Opium del 77e Kouros dell’81) e cosmetici (nel 78) a un ritmo sfrenato che lo condusse a trovare sfogo nell’alcool e nella droga e che lo immerse in una profonda depressione dalla quale non uscì mai.

Yves era un intellettuale, amante di Proust, amico di Andy Walhol, viveva sempre contornato dai suoi amici e dall’inseparabile Bergé con cui creo un’importante collezione d’arte dalla quale presse anche inspirazione.

Lo ricordiamo e lo ricorderemmo come un genio, come colui che intuendo il futuro, fu il primo stilista a lanciare il prêt-à-porter, a capire che la moda doveva essere democratizzata, a sfondare i limiti nelle forme e nei colori ma che allo stesso tempo era anche un uomo fragile e sensibile alla ricerca di se stesso.

 

Ana Muraca

 

Un film da vedere è “L’amour Fou” di Pierre Thoretton uscito nel 2010, nel quale Pierre Bergé racconta attraverso fotografie e video la loro vita insieme e la creazione della loro collezione d’arte.