La storia di oggi vuole mettere in evidenza il lavoro quasi dimenticato di uno dei più grandi innovatori del disegno tessile del XX secolo, le sue creazioni hanno dato un volto moderno, dinamico e al paso con i tempi alle stoffe tra il 1909 e il 1930, e influenzando a sua volta la moda, l’arte e l’arredamento della prima metà del XX secolo, stiamo parlando di Raoul Dufy.
Dufy si era distinto a inizio secolo per la sua attività come artista fauve, ma l’incontro con il creatore di moda Poiret avrebbe fatto scoprire a Dufy il suo inconsapevole talento per il disegno tessile.  Tale incontro avviene nel 1911, quando Poiret vede le sperimentazioni silografiche che Dufy stava realizzando, il couturier rimasse talmente colpito, da commissionarle alcuni disegni per le sue stoffe.  All’epoca, gli abiti erano realizzati con sete molto semplici dai colori pastello e magari qualche motivo di piccole dimensioni, ma la moda stava cambiando e Poiret aveva bisogno di trovare dei motivi che ben si adattassero agli abiti da lui disegnati.

Cappa da sera di Poiret su stoffa di Dufy 1925

Poiret, felice di aver finalmente trovato quello che cercava, creò una piccola stamperia, nota come la “Petite Usine” per produrre esclusivamente i disegni di Dufy.  Iniziò così, grazie all’incoraggiamento e al finanziamento di Poiret, la carriera di Dufy come disegnatore tessile. I suoi disegni erano grafici e semplici e divennero il complemento perfetto per le linee orientaleggianti e moderne degli abiti di Poiret; ne sono esempio il famoso cappotto “La Perse” o i vestiti “La Rose d’Iribe” o “Bois de Boulogne”.

Cappotto disegnato da Poiret con la stoffa di Dufy, "La Perse" del 1911

Gli audaci disegni di Dufy presto attirarono l’attenzione di Bianchini et Férier, una dita specializzata nella produzione di tessuti per l’abbigliamento e per l’arredamento che lo mise sotto contratto, provocando la prematura chiusura della “Petite Usine”. Il rapporto tra la Bianchini et Férier  e Dufy, fu un successo che si prolungo fino al 1928; per loro, Dufy creò motivi floreali utilizzando la tavolozza dei Fauves, motivi geometrici tramite blocchi di colore opposti e continuo a elaborar stampe a grande scala come quelle che faceva per Poiret.

Pubblicità delle stoffe di Dufy del 1925

Dufy provò diverse tecniche, era una persona curiosa cui piaceva provare nuove cose, è difficile differenziare il suo lavoro come disegnatore tessile, da quello come pittore giacche tutta la sua produzione artistica ha uno stile unico e inconfondibile, inspirato alla natura (fiori, frutti, animali) la cui forma viene rielaborata fino a produrre immagini astratte cariche di colore.

Dipinto di un bouquet di fiori di Dufy

Stoffa con motivi floreali di Dufy

Nel 1911, Dufy, ispirandosi alla “Processione di Orfeo” di Apollinaire, creò una serie di silografie con motivi animali, immagini ricorrenti lungo la sua produzione; così come lo furono i motivi floreali che possiamo definire i più rappresentativi del suo lavoro: la rosa e la peonia i fiori più utilizzati soprattutto per le stoffe Deco che rivelano il suo amore per i toni puri, mentre gli arabeschi caratterizzano il suo periodo Fauve. I motivi geometrici creati da Dufy erano forme semplici dai colori vivaci che raggiungevano un certo grado di astrazione: scale, un grappolo d’uva, le increspature delle onde, ecc; Dufy guardò anche verso la rappresentazione del suo tempo: la vita sociale parigina dei ruggenti anni Venti ma anche la vita di campagna più popolare e rustica.

Dufy la giungla

Nel 1924, realizzò una serie di sete inasprandosi alle “toiles de jouy “ del XVII secolo (stoffe che riproducevano scene campestri stampate in rosso o blu su sfondo bianco), Dufy reinterpreto il motivo in modo audace e moderno dando luogo al termine “Toiles de Tournon”, ne sono esempio i disegni “Fruits d’Europe” e “Fruits d’Afrique” stampate in monocromo, entrambi del 1912.

Fruits d'Europe di Dufy al Metropolitan Museum

Gouache in carta di un disegno tessile di Dufy del 1920

Il rapporto Dufy – Poiret continuò tramite la mediazione di Bianchini et Férier, Poiret utilizzava le stoffe da loro prodotte nelle sue collezioni, come quella estiva del 1920, interamente realizzata con le stoffe di Dufy, chi disegno anche le illustrazioni  della collezione comparse nella rivista la Gazzette du Bon Ton dello stesso anno.

La Gazette du Bon Ton Dufy Poiret 1920

Il lavoro di Dufy dominò la produzione di Bianchini et Férier influenzando tutta una generazione francese per quanto riguarda il disegno tessile, dopo di che egli continuò a disegnare per la compagnia House of Onondaga di New York dal 1930 al 33 anno in cui decise di tornare definitivamente alla sua prima passione, la pittura.

 

Ana Muraca