Tutti noi conosciamo la silhouette androgina degli anni venti e riconosciamo in Coco Chanel la sua maggior promotrice, ma pochi sanno che questo stile non fu l’unico ad avere un certo successo durante quel periodo.

 In effetti, già durante la prima metà degli anni venti, si tracciavano ben due linee guida nella moda: la prima, era quella chiamata “Alla garçone”, mentre l’altra proponeva un’alternativa più legata alla tradizione, alla storia e sicuramente molto più femminile, sto parlando della “Robe de Style”.

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Chanel 1926, fotografia dal sito: pinimg.com/originals

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Robe de style, 1928, fotografia dal sito: www.flickr.com/photos

Questa tipologia d’abiti sembravano ispirati a una soffice nuvola di zucchero filato, pieni di nastri, ricami e pizzo; essa era in linea con le tendenze del decennio precedente con l’utilizzo di tessuti morbidi, stoffe sovrapposte e talvolta anche con un tocco esotico, ma proponeva come novità una silhouette diversa presa in prestito dai vestiti settecenteschi.  Un abito identificato con il nome di “robe de style” era aderente nella parte superiore con la vita nel suo punto naturale, mentre la gonna la cui lunghezza variava dai polpacci alla caviglia, diventava ampia e ondulante grazie al panier (proprio come nel XVIII secolo).

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1927 Robe de style al Philadelphia Museum of Art.

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Foto dal sito: whitakerauction.smugmug.com

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Panier , foto dal sito: edwardianpromenade.com

Data la natura dell’abito, esso era indossato sia di giorno che di notte durante gli eventi speciali che richiedevano una certa eleganza, da una cena a un ricevimento, da un matrimonio fino alla presentazione a corte; naturalmente cambiavano le decorazioni, le stoffe e i colori.

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Abito di Corte, Boue Soeurs robe de style, fotografia dal sito: http://www.julierosesews.com/

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Clara Bow fotografata in abito da sposa da Eugene Robert Richee, 1929. Fotografia dal sito: http://miss-flapper.tumblr.com

Robe de Style, 1922, Jeanne Lanvin, al Metropolitan Museum

Robe de Style, 1922, Jeanne Lanvin, al Metropolitan Museum

La “robe de style” fu molto ben accetta sopratutto dalle donne a cui proprio non donava lo stile più geometrico proposto da Chanel; dalle tradizionaliste, ma anche da donne di tutte le età giacche era più benevolo con il corpo femminile. Negli stati Uniti fu rappresentato da Tappé, a Londra, da Lucile e a Parigi da Paquin, dalle sorelle Callot ma soprattutto da Jeanne Lanvin che ne fece il simbolo della sua Maison.

Ana Muraca

Bibliografia e sitografia:

“Fashion since 1900” Valerie Mendes / Amy de la Haye, Thames & Hudson, Londra, 2010

http://blog.fidmmuseum.org/museum/2009/07/robe-de-style.html

http://www.kci.or.jp/archives/digital_archives/detail_237_e.html

http://www.metmuseum.org/collection/the-collection-online/search/157340

http://www.edwardianpromenade.com/fashion/the-robe-de-style/

http://historiadelamodaylostejidos.blogspot.it/2015/02/le-robe-de-style.html