Figura emblematica e prima modista della storia della moda, Rose Bertin ha dettato legge per tutta la metà del ‘700 insieme alla Regina Maria Antonietta D’Asburgo Lorena, che la scelse come sarta personale.

Se fino a tutto il Seicento la moda era dominata da qualche capriccio di uomini o donne con grandi mezzi, nel XVIII secolo si affermò la figura dei Merchandes De Modes, piccoli artigiani che vendevano stoffe e trine nelle loro botteghe. Mademoiselle Bertin rappresentò in pieno questa svolta, divenendo specialista in abiti e decorazioni per la testa. Rose nacque nel 1747 ad Abbeville, in Piccardia da una famiglia di umili origini e di scarsa istruzione. Non la si può definire propriamente una signora; pare infatti che avesse un carattere brutale e modo rozzi, questo non le impedì comunque di trasferirsi a Parigi  e di iniziare a lavorare presso la sarta Mademoiselle Pagelle, detta Trait Galant. Fu qui che conobbe la Principessa di Conti, la Duchessa di Chartres e la Principessa di Lamballe, figure molto vicine alla Regina.

Apprezzata da tutte le nobildonne francesi per il suo gusto ed estro fu presentata alla Regina Maria Antonietta, che innamoratasi delle sue creazioni le diede i mezzi per aprire una sua boutique chiamata “Au Grand Mogol”. Due volte la settimana veniva incaricata dalla sovrana di farle visita, e quando questo avveniva Maria Antonietta lasciava sole le sue dame recandosi con la sua modista prediletta negli appartamenti privati di Versailles per discutere e lanciare nuove mode, più pazze di quelle precedenti. Per lei creò un magnifico abito viola con una gonna bianca decorata di paillettes argento, che indossò alla cerimonia ufficiale di apertura degli Stati Generali, l’ultima della storia dell’Ancién Regime.

Dal filn Marie Antoinette

Dal film Marie Antoinette

Dal 1774 Mademioselle Bertin era la più influente merchandes de modes di Maria Antonietta; tutto ciò sollevò inevitabili invidie e stuoli d’imitatori, data la sua grande influenza. Nel 1775 Gautier D’Agoty ritrasse Maria Antonietta con un Grand Habit confezionato dalla Bertin fatto di una leggera stoffa azzurra su cui erano applicati festoni di garza a righe dorate fermati con passamanerie, gigli e nappe dorate. Ogni capriccio e desiderio della Regina era esaudito da Mademoiselle Bertin.

Ritratto di maria Antonietta, di Jean-Baptiste André Gautier d'Agoty, 1775.

Ritratto di maria Antonietta, di Jean-Baptiste André Gautier d’Agoty, 1775.

Nel suo negozio vendeva articoli già confezionati come grandi cuffie, mantelline, fazzoletti di seta, ciabattine ricamate e altri ninnoli. La sua arroganza fu proverbiale quando esclamò ad alcune clienti:” Ho da lavorare per la Regina!”. Ai comuni colori degli abiti venivano dati nomi stravaganti come Occhio di Re, Fiamma d’Opera, Carmelitana e così via. Per una veste battezzata da Rose “ Composizione Onesta” la sovrana scelse un particolare tipo di taffettà di un colore indescrivibile che quando Luigi XVI lo vide esclamò “E’ il colore delle pulci!”, fu così che nacque il grigio pulce.

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Anche nelle corti italiane regnavano le mode lanciate da Rose Bertin e la nobiltà scimmiottava la corte di Francia. Alcune dame avevano copiato l’abito ampio a righe celesti, immortalato in un quadro che rappresentava la sovrana con i figli in mezzo a un prato, oppure quello in seta crema con mosche bianche. Tutto ciò comportava un enorme dispendio di denaro; molti mariti cominciarono a mormorare, e alcune dame s’indebitarono; si disse, infatti, che la Regina spingeva le famiglie francesi alla rovina. L’influenza della Bertin era così forte che venne soprannominata “ Ministro della Moda”. L’arduo compito della modista era quello di confezionare per la Regina 61 abiti ogni tre mesi, e poi c’erano ovviamente calze, sottovesti, scialli, corsetti e altri accessori. La sovrana trascorreva buona parte della giornata nel boudoir  fissando su un grosso libro pieno di campioncini di stoffa uno spillo sull’abito prescelto, dopodiché le serve lo consegnavano alla Bertin.

Abito di corte di maria Antonietta, creato da Rose Bertin, 1780 ca, Royal Ontario Museum

Abito di corte di maria Antonietta, creato da Rose Bertin, 1780 ca, Royal Ontario Museum

Nel 1774 lanciò la moda dei pouf sistemati in cima ai capelli riscuotendo un grande successo. I pouf erano costituiti dagli oggetti più disparati : fiori, frutti, verdure, uccelli, palcoscenici, barche in miniatura con vele spiegate, scale a chiocciola, gabbie e animali imbalsamati. Un giorno la Regina indossò un giardino all’inglese con colline e ruscelli argentei; mentre un’altra volta sfoggiò orgogliosa il “pouf della vaccinazione”, composto da un sole nascente, un olivo e un serpente avvolto nel tronco. Questi simboli presagivano una nuova era: la scienza che trionfava sul male, o più semplicemente il suo successo nel convincere il Re a essere vaccinati contro il vaiolo.

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Foto: Wikigallery.org

Un altro trionfo della Bertin furono i “pouf aux sentiments”, cappellini concepiti insieme all’acconciatore Fisionomista Leonard Autié composti da strani marchingegni; premendo infatti  una molla sbocciava una rosa. C’era anche un altro meccanismo detto “à la bonne meunieré” che consisteva in un organetto meccanico posto nella crocchia della dama che si abbassava o si alzava quando una signora dal carattere retrogrado entrava o usciva dal salotto della Regina. Tutte queste acconciature esasperate erano al limite del satirico e del ridicolo. Maria Antonietta amava le piume, tanto che si fece confezionare il cappellino “alla Minerva” che ne contava addirittura dieci e tale era la sua altezza che le fu impossibile montare in carrozza.

coiffure à la Belle-Poule (1778).

coiffure à la Belle-Poule (1778).

La madre criticò duramente la figlia per tutti quei piumaggi e quando Maria Antonietta le inviò un ritratto con quel cappello l’Imperatrice glielo rimandò indietro affermando” Questo non è il ritratto della Regina di Francia, ma di un attrice!”. La Bertin creò anche bambole in legno, cera o porcellana, chiamate Pandora ( che la Regina utilizzava come regali), e quasi tutti gli abiti di Maria Antonietta fino al 1792, anno in cui fu detronizzata. Durante la Rivoluzione Francese Rose Bertin emigrò a Londra dove continuò a lavorare per i suoi vecchi clienti, ritirandosi poi all’inizio del XIX secolo e lasciando tutto in eredità ai nipoti. Morì nel 1813 all’età di 66 anni. La sua storia ci ricorda che chi indossava i suoi abiti sfarzosi erano figure imponenti, non passive, occupando almeno per una volta lo spazio maschile.

Pandoras, Foto: http://www.goldenfingers.info

Pandoras, Foto: http://www.goldenfingers.info

 

Francesca Galassini

 

Bibliografia:

http://baroque.it/abbgliamento-e-moda-nel-barocco/rose-bertin.html

cipriaemerletti.blogspot.com/2010/11/rose-bertin-la-modista-della-regina.html

http://storiadellamodafemminile.wordpress.com/…/rose-bertin-e-la-moda-moderna/