Gli anni sessanta videro l’emergere di un nuovo mercato, quello degli adolescenti, i quali criticando la società patriarcale, rivendicavano una loro autonomia e indipendenza.Questo cambiamento comportò la nascita di nuove riviste a loro dedicate (Honey, Jackie e Petticoat), che per essere più alla loro portata, utilizzavano illustrazioni al posto delle fotografie e formando insieme alla pop art, alla musica pop e alla minigonna lo swing di questa decada.

 Alcuni di questi illustratori sono: Caroline Smith, che oltre a lavorare con riviste dell’importanza di Vogue, Elle e Queen, illustrò alcuni abiti della stilista Mary Quant, sempre con uno stile fresco dai colori brillanti; Bobby Hillson, si è fatta conoscere grazie alle sue illustrazioni delle sfilate di moda, realizzate ancor prima che i fotografi fossero fossero ammessi allo show; la sua linea semplice e la sua tecnica in bianco e nero le procurarono un lavoro in diverse pubblicazioni della Condé Nast, in particolare su Vogue; Edmond Kiraz, creò dei personaggi molto sexy dal tono fumettistico con i quali illustrò la vita a Parigi, il suo stile influenzò molti dei successivi illustratori come Jason Brooks.

Caroline Smith

Bobby Hillson

Edmond Kiraz

 

Alla fine degli anni sessanta, sorge un astro dell’illustrazione di Moda, Antonio Lopez, un personaggio eclettico che utilizzò una gran varietà di tecniche diverse conservando però il suo stile, con il quale plasmò lo spirito ribelle della sua epoca; egli continuò a lavorare per i seguenti trent’anni come uno dei più richiesti illustratori.

Antonio Lopez negli anni 60

Antonio Lopez anni 80

Altri illustratori del periodo tra gli anni 70 e 80 sono: Mats Gustafson che con le sue silhouette semplici e colorate, riusciva a dare perfettamente movimento ed espressività alle sue immagini e Tony Viramontes, le cui illustrazioni per grandi della moda come Karl Lagerfeld, Yves Saint Laurent e Valentino erano caratterizzate da linee forti e colori pungenti.

Mats Gustafson

Tony Viramontes

 Gli anni 80 videro la rinascita dell’illustrazione di moda con una nuova generazione d’illustratori che esperimentarono ampiamente tra diversi materiali, tecniche e interagendo il proprio lavoro con i nuovi media. Per quanto riguarda lo stile, l’esagerazione, il trucco, le ampie spalle e i colori sgargianti, insieme una figura della donna dominante e sicura di se, diedero le caratteristiche per l’illustrazione teatrale ed eccentrica di questo periodo; basta vedere il lavoro di Stephen Stipelman o di George Stavrinos, per rendersene conto; due approcci completamente diversi ma che insieme personificano lo spirito degli anni ottanta. Zoltan, invece, si dedicò alla realizzazione di collage, spesso tridimensionali, dove il disegno, la fotografia e materiali organici e/o inorganici vari, interagivano per creare i suoi montaggi.

Stephen Stipelman

George Stavrinos

Zoltan

 Come abbiamo detto in precedenza, un’altra caratteristica di questo periodo è l’inizio della commistione tra illustrazione e media digitali; Jason Brooks, fu un pioniere in questo campo, creando digitalmente le sue illustrazioni piene di colore dove i suoi personaggi si trovano nelle azioni più quotidiane, rendendo il suo lavoro perfetto per ogni tipo d’incarico, dalla copertina dei dischi fino a l’illustrazione di libri.

Jason Brooks

 Alla fine del XX secolo, l’opera dei grandi maestri del passato torna alla ribalta, grazie ai lavori d’illustratori come David Downtown e Arturo Elena; il primo, con uno stile elegante ed espressivo capace di cogliere in pochi tratti in viso famoso o la personalità di un soggetto; mentre il secondo, crea con i pennarelli delle figure molto stilizzate, piene di dettagli che sembrano quasi reali.

David Downton

Arturo Elena

 Alla fine, l’illustrazione di moda è non solo sopravvissuta, ma si è attribuita lungo tutto il XX secolo un posto di rilievo come un’espressione artistica; essa può essere effimera, semplice, spiritosa, iperrealista, esagerata o irreverente, ma comunque a differenza delle illustrazioni di altri tempi, non solo esprime un concetto, un immagine, ma anche l’anima di chi le realizza.

Ana Muraca

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