Nonostante le profonde differenze culturali che le separano, le scarpe-feticcio occidentali e le minuscole loto cinesi hanno il comune scopo di reificare chi le porta e di sollecitare l’istinto sessuale di chi le guarda. Ma mentre i feticisti occidentali ambiscono più a essere dominati, in Cina la chiave dell’estasi erotica è rappresentata dalla passività della donna, simboleggiata dai piedi fasciati. La scarpa feticcio occidentale è sempre stata vistosa, aggressiva e quasi brutale, mentre in Cina somiglia più a un capo di lingerie, con la parte superiore in satin e le suole finemente ricamate. In Occidente, la passione per le scarpe risale all’antichità, ma il feticismo vero e proprio, con tanto di nome e definizione, comparve nell’Inghilterra del XIX secolo. Le caviglie delle donne, e per estensione gli stivaletti e le scarpe da loro calzati, assursero a simbolo di parti ben più nascoste, al punto che l’apprezzamento per i piedi o le calzature di una donna si trasformò in tabù. Non sorprende che intorno alla metà del XIX secolo il mercato nero londinese pullulasse di materiale pornografico e di scarpe con tacchi vertiginosi.

Stivale bianco con tacco rosso, seconda metà del XIX secolo. Northampton Museums and Art Gallery

Scarpa feticcio, foto: http://mote-historie.tumblr.com/

Mentre in Occidente il carattere erotico di una scarpa è dato dalla sua altezza, in Cina viene privilegiata la lunghezza ridotta. I piedi piccolissimi sono oggetto di adorazione, in Cina, da molto prima che la fasciatura dei piedi divenisse l’emblema di una sorta  di feticismo culturale. Nel X secolo, secondo gli studiosi del costume, le danzatrici esotiche alla corte imperiale indossavano calze strettissime, in modo che i piedi sembrassero più piccoli. Questa usanza si diffuse tra le classi aristocratiche, e la fasciatura dei piedi si trasformò in una complicatissima procedura che assumeva la valenza di un rito di passaggio.

Ragazza con i piedi di loto, foto dal libro: "The Chinese Empire, Past and Present"

Fra i tre e gli otto anni le figlie dei nobili venivano sottoposte al rituale di iniziazione denominato”Gin Lien”. Dopo un accurato pedicure, le quattro dita piccole dei piedi della bambina erano ripiegate sotto la pianta e fasciati per tenerli in posizione. (L’alluce veniva lasciato libero in modo da configurare  una sorta di mezzaluna). Dopo ogni bagno, il piede era fasciato ancora più strettamente, e, quindi, infilato in una scarpa leggermente più piccola. L’obiettivo era quello di ottenere una rarità: “Il Loto d’Oro”, cioè un piede che misurasse non più di 10 cm. La donna finiva per vedere i propri piedi nudi solo in occasione del bagno e quando il marito li liberava dalle fasce durante i preliminari sessuali.

Scarpa lotto 1800-1940 al Metropolitan Museum

Nonostante la loro obiettiva deformità, i piedi di loto erano considerati la parte più erotizzante del corpo femminile, e le delicate pantofole che li ricoprivano non erano meno piacevoli. I mariti cinesi adoravano le scarpe loto delle loro mogli e amavano, talora, disporle su un piattino per esibirne le minuscole dimensioni. Le donne possedevano centinaia di paia di queste calzature, che cambiavano di foggia e colori a seconda delle regioni, e trascorrevano molto tempo a ricamarvi simboli di fertilità, longevità, armonia e amore.

La fasciatura dei piedi passò di moda con la fondazione della Repubblica cinese nel 1912, ed era già scomparsa in molte regioni, quando Mao la bandì ufficialmente nel 1949.

 

Daniela Aquila

 
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Bibliografia:

Titolo: Scarpe
Autore: L.O’Keeffe
C.Editrice: Konemann
Titolo: Scarpe
Autore: I.Danieli e R.Chiesa
C.Editrice : Rizzoli
Titolo: Cinquanta scarpe che hanno cambiato il mondo
Autore: Design Museum Londra
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Vintage Shoes
Autore: C.Cox
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Essential Fashion
Autore V.Manferto de Fabianis e F. Rocca
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