Ne avete mai sentito parlare? Fu uno sforzo meraviglioso, una campagna innovativa fata per promuovere la moda francese nel resto d’Europa e in America appena finì la seconda guerra mondiale nel 1945.

Parigi era ormai distrutta, la gente non aveva da mangiare, si arrangiava come poteva, si risistemava i vestiti che aveva usato durante i quattro lunghi anni dell’occupazione nazista e appena fini la guerra, faceva molta fatica ad andare avanti. Quella città , era la stessa che per molto tempo era stata il centro della moda, della creatività , con le sue idee estravaganti ma allo stesso tempo raffinate ed eleganti.  Durante la guerra molti stilisti avevano dovuto chiudere, i materiali scarseggiavano, i ricchi clienti andavano via; ma come rassegnarsi alla fine di quei bei tempi, vedendo davanti a se, nient’altro che rovine? I francesi non lo fecero, d’altronde non potevano farlo; la moda era la seconda industria nazionale,  una grandissima fonte di lavoro, di afflusso di denaro e forse, era l’unico modo di ricominciare.

Nella ricerca di risorse, di progetti e di idee per la ricostruzione della città, Robert Ricci (figlio della famosa stilista Nina Ricci), ebbe la fantastica idea di creare un Teatro della Moda, ovvero dei piccoli manichini vestiti con gli ultimi modelli realizzati dalle migliori casse di moda francese, da mandare in giro per l’ Europa e l’ America in modo da mostrare al mondo che l’industria della moda francese era ancora forte e che avrebbe continuato a dettare le regole.

Dietro la speranza di rivedere lo splendore della città  e la rinascita dell’intero paese, si misero tutti all’opera: Robert Ricci diede il difficile compito di disegnare i manichini all’illustratrice Eliane Bonabel, essi dovevano essere tutti della stessa dimensione (27 pollici) in modo di unificare l’esibizione, dovevano essere resistenti, e soprattutto non dovevano distrarre l’attenzione del pubblico dagli abiti indossati.  La scelta del materiale ricade sul filo metallico che era un materiale povero ma di facile reperibilità, malleabile e che si prestava benissimo al suo compito. I manichini sono stati costruiti dall’artista Jean Saint-Martin e lo scultore Jean Rebull modellò le loro delicate teste.

Man mano che prendeva forma il progetto, si pensò di creare dei sets per raggruppare i manichini in diversi scenari, 13 in totale, che raffiguravano sfondi parigini o luoghi usciti dalla fantasia degli artisti che li crearono come: Jean Cocteau, Christian Berard, Jean Saint-Martin, Georges Wakhevitch e Jean Denis Malcles.

Furono 53 i disegnatori coinvolti nella realizzazione del teatro, tra i quali: Balenciaga, Hermes, Lanvin, Pacquin, Patou, Shiaparelli, Fath, Carvin, Madame Gres e Worth; ogni casa di moda disegno fino a cinque vestiti, curati  nei minimi dettagli (bottoni, chiusure, ricami, passamaneria); per ognuno dei manichini fu creata una parrucca, scarpe in miniatura, borse, guanti, cappelli, cinture e gioielli a seconda dell’abito indossato, in modo che ognuno di esse fosse perfetto.

Il debutto del Teatro della Moda, fu nel Museo delle arti decorative del Louvre, il marzo del 1945, appena otto messi dopo della liberazione di Parigi, ma ebbe un’accoglienza clamorosa, solo il giorno dell’apertura si presentarono più di 100.000 visitatori.  Da Parigi, la mostra andò a Londra, Barcellona, Vienna e Stoccolma, attraendo gente di tutte le estrazioni sociali e portando il messaggio che nonostante la guerra, la distruzione e la povertà , Parigi continuava e intendeva continuare come il punto di riferimento dell’alta moda.

Nel 1946 toccava all’America: New York e San Francisco, per l’occasione, gli stilisti rinnovarono l’abbigliamento dei manichini con l’ultima moda, sapevano della gran importanza del mercato americano e dell’impatto che potevano avere i loro disegni. Tra i modelli presentati, c’era uno blue a pois della maison di Lucien LeLong, dove all’epoca lavorava Christian Dior  che  è presumibilmente suo giacche preannunciava il New Look che sarebbe stato lanciato l’anno dopo.

Il teatro della Moda si esibì per l’ultima volta a San Francisco, raggiungendo a pieno il suo scopo di rilanciare la moda francese; poi, fu dimenticato in qualche magazzino sotterraneo a Parigi, ormai non ce n’era più bisogno, la moda francese aveva di nuovo presso il sopravento, gli abiti francesi erano richiestissimi, da Dior a Givenchy, da Balmain a Ives Saint Laurent.

I primi vestiti realizzati per il Teatro della Moda in viaggio per l’Europa, sono ormai scomparsi, ma oggi, si possono vedere quelli disegnati per il tour in America al Maryhill Museum a Goldendale, Washington.

 

Ana Muraca

Potete vedere un video de la Telosproduction qui,  sul “Théâtre de la Mode“.