Abbiamo visto nell’articolo sulle Principesse del dollaro, come era importante per i nuovi ricchi americani della fine dell’ottocento, conquistarsi un posto nell’alta società e questa storia è un esempio perfetto di come i Vanderbilt ci sono riusciti grazie a un incredibile ballo in maschera, a un costume e all’astuzia di una donna.  Dopo la guerra civile americana, molte famiglie dedicate al commercio e alla costruzione delle ferrovie diventarono immensamente ricche, una tra tutte, i Vanderbilt, che per fare sfoggio del nuovo potere acquisito, fecero costruire un enorme palazzo con più di cinquanta stanze e ogni lusso possibile sulla fith avenue a New York. Per l’inaugurazione, il 26 marzo del 1883, la padrona di casa Alva Vanderbilt ideo un ballo in maschera con 1200 invitati, che si diceva fosse costato 250.000 dollari, ma che è valso alla famiglia l’ingresso a pieno titolo nell’alta società americana.  Tutti volevano partecipare, ma gli invitati furono scrupolosamente selezionati in modo da far colpo solo sulla gente che veramente contava nell’alta società.

L’stratagemma di Alva era infallibile, evito di inviare un invito a Carrie, la figlia della signora Astor, ovvero la donna più influente dell’epoca, era lei e la sua famiglia a decidere chi apparteneva o meno all’alta società.  La povera Carrie, vedendo passare i giorni senza ricevere il suo invito, mentre tutti i suoi amici ne avevano ricevuto uno, fecce pressione su sua madre che alla fine fecce una telefonata alla residenza Vanderbilt, gesto che, tacitamente, implicava la loro accettazione in società.

Alice Vanderbilt con il suo abito “Electric Light”

I costumi furono i più fantasiosi, da quello del Cardinale Richelieu e il Conte di Montecristo fino a quello di principessa veneziana, la bambola di porcellana e quello di Maria Antonietta; ma tutti impallidirono di fronte al costume più bello e ingegnoso della serata, quello che rappresentava la luce elettrica. Indossato da Alice Vanderbilt, cognata di Alva, era un costume realizzato da Charles Frederick Worth, ispiratosi all’invenzione di Edison.  Non a caso Cornelius Vanderbilt fu uno dei principali finanziatori della compagnia di Edison, la “Edison Electric Light Company”, la quale era stata incaricata di cablare la nuova residenza dei Vanderbilt in modo di avere luce elettrica in ogni angolo del palazzo. illuminando cosi  tutti i suoi tesori. La facenda però, non anadò a buon fine, perchè una volta accese le luci, si sentiva talmente tanto rumore da spingere Alva Vanderbilt a chiedere di smontare tutto.

 L’abito era realizzato in raso giallo e oro con una sotto gonna in velluto blu mezzanotte, con dei drappeggi in tulle che cadono dalle spalle.  Il tutto era impreziosito con orpelli in oro e argento, ricami con pagliette e perline, tutti materiali adatti a riflettere la luce. L’abito era completo di una torcia che si illuminava veramente grazie a delle batterie nascoste all’interno dell’abito.

Abito “Electric Light” al Museum of the City of New York”

Questo meraviglioso abito oggi si trova al Museum of the city of New York.

Ana Muraca

Bibliografia:

Liz Sonneborn, The Electric Light: Thomas Edison’s Illuminating Invention”, Infobase Publishing, 2007, New York.

 

Deborah Davis, “Party of the Century: The Fabulous Story of Truman Capote and His Black and White Ball”, Published by John Wiley & Sons, Inc, 2006, New Jersey.

 

Sito: Museum of the city of New York