I turbanti sono copricapi realizzati con un tessuto drappeggiato intorno alla testa che a volte può essere irrigidito o imbottito, anche se nelle versioni più rudimentarie, il tessuto è semplicemente annodato o cucito; spesso gli viene aggiunto una piuma o altri oggetti per farlo crescere in altezza.

Uno dei primissimi esempi di turbanti in occidenti fu quello utilizzato durante l’Impero Bizantino, l’usanza continuò durante il medioevo dove i turbanti erano indossati sia da uomini che da donne, da ricchi e da poveri; a distinguerli era la qualità della stoffa.

I turbanti furono un accessorio molto popolare in Europa già a partire del XV secolo, durante la guerra contro i turchi, i cristiani rimassero affascinati dall’abbigliamento del nemico, cosi da prendere a prestito anche i loro copricapo, come lo testimoniano ritratti come l’uomo con turbante di Jan van Eyck (1433), o l’orecchino di perla di Vermeer (1665).

Schongauer, Martin (c.1430-1491)

I turbanti tornarono di moda insieme alle parrucche intorno al 1770, essi furono una variante del piccolo cappello indossato sopra di esse. I turbanti erano realizzati in mussola, garza o tulle, con una struttura metallica e guarniti con nastri, piume e gioielli o semplicemente da una sciarpa in seta con le frange ai lati.

Una delle fan più accanite dei turbanti in questo periodo non poteva che essere Maria Antonietta, la quale si fece fare diversi ritratti indossandoli.

Marie Antoinette by Louise- Elizabeth Vigee Le Brun

Dopo la morte della regina, le acconciature si semplificarono e lo fecero anche i turbanti, essi erano realizzati avvolgendo morbidamente una lunga sciarpa di stoffa intorno alla testa in modo da lasciare scappare qua e la diverse ciocche di capelli. Alcune volte si copriva tutta la testa con la stoffa, altre no, ma spesso erano decorati con delle lunghe piume di struzzo in colori chiari o in colori vivaci; oppure erano indossati con l’aigrettes.

Il turbante si ricorda come una moda diffusa in Gran Bretagna alla fine del XVIII secolo, con una pico di popolarità durante il periodo della reggenza; questa moda fu parzialmente ispirata dal crescente interesse per l’impero Ottomano e la Turchia e per l’aumento degli scambi commerciali con l’India e l’importazione di cottone.

All’inizio del nuovo secolo, con le spedizioni di Napoleone in Egitto, arriva una nuova ondata di popolarità per i turbanti in stoffe fini e colori luminosi.

Darya Yakovleva by Vladimir Borovikovsky, 1802

Dopo la morte di Napoleone, la moda cambiò, diventando sempre più pomposa e ingombrante e questa corrente fu seguita anche dai turbanti, che gradualmente, raggiunsero una complessità notevole; spesso i turbanti di questo periodo erano asimmetrici, appiattiti e decorati con piume di struzzo o uccelli del paradiso. La caratteristica principale di questi turbanti era il fatto di essere fissi, vale a dire, non drappeggiati al momento intorno alla testa ma costruiti separatamente.

La moda dei turbanti andò avanti fino al 1845 ca per poi ricomparire all’inizio del 900 come parte del revival del periodo della reggenza, quando furono indossati sia di giorno che di sera.

Victoria Princess Royal,c. 1830 William Essex

 

Paul Poiret, chiamato “il sultano della moda”,includeva i turbanti nel suo revival degli stili orientaleggianti intorno al 1910, inspirandosi alla collezione di turbanti antichi custodita al Victoria & Albert Museum e ai costumi dei Balletti Russi.

Dress “Strozzi” by Paul Poiret, “Art and Decoration” in April 1911 . Photo by Edward Steichen.

I turbanti continuarono a guadagnare popolarità dai primi anni 20, probabilmente dovuto alla crescente popolarità dei motor-car, perché i turbanti erano il copricapo ideale per proteggere i capelli quando si saliva su uno di questi mezzi, la moda continuò anche durante gli anni 30. I turbanti erano a forma di tulipano, realizzati con setta, feltro, velluto e rifiniti con ulteriori decorazioni come piume e spille.

Natacha Rambova

I turbanti rimassero di moda anche durante la guerra grazie alla loro praticità, essi erano facilmente realizzabili a costo molto basso e coprendo interamente la testa, erano molto utili in un periodo in cui lo shampoo, e persino l’acqua scarseggiavano. In quest’epoca, essi furono più grandi e molto semplici, non più a tulipano ma come quello indossato da “Rosie the Riveter” nelle fabbriche per evitare brutti incidenti con i capelli.

La moda dei turbanti sbarcò anche in America diventando molto chic nelle teste delle icona del cinema di Hollywood. Mentre Lana Turner creava l’immagine iconica della femme fatale in turbante nel film “Il postino sempre chiama due volte”, la crescente popolarità di stelle sudamericane come Carmen Miranda fecce alzare il profilo dei turbanti fino glamouroso.

Lana Turner

Versioni dei turbanti drappeggiati cominciarono a guadagnare nuovamente in popolarità dalla metà degli anni 50, essi a differenza di quelli precedenti erano pensati per accomodarsi sopra acconciature più gonfie.

Negli anni 70, la boutique Biba creò dei turbanti che venivano accompagnati da kaftani o blouse; anche l’americano Halston creò looks serali con i turbanti, vestendo tra le altre anche Bianca Jagger. La moda dei turbanti si sparse anche con la musica disco.

Fred Joaillier 1976 L’OFFICIEL DE LA MODE

Più di recente i turbanti sono comparsi come revival degli anni 70, in diverse sfilate e i cool hunters li danno prevedono un loro futuro ritorno.

Ana Muraca

Sitografia:

http://jessicafriedmann.com/a-short-history-of-western-women-in-turbans/

http://georgianaduchessofdevonshire.blogspot.it/2009/03/turbans.html

http://lynnmcmasters.com/Turban.html

http://www.girl-with-a-pearl-earring.info/turban.htm

http://fashion-history.lovetoknow.com/fashion-accessories/turban

http://glo.com/style/a-history-of-the-fashion-turban-8631.gallery#!stackState=0__%2Fstyle%2Fa-history-of-the-fashion-turban-8631.gallery

https://en.wikipedia.org/wiki/Draped_turban

The Turban in Western Fashion