Valentina Nicholaevna Schlee, conosciuta semplicemente come Valentina è stata una stilista e costumista teatrale. Considerata una delle donne più eleganti d’America è stata spesso inserita nella Best Dressed List. Ha vestito molte personalità importanti, tra cui attrici del calibro di Katharine Hepburn, Gloria Swanson, Pola Negri, Greta Garbo e Gertrude Lawrence. Era una donna piena di mistero e di rara bellezza. Valentina ha insegnato alle donne americane che ci si può vestire in modo elegante senza bisogno dell’haute couture francese.

Nacque il 1 Maggio del 1899 a Kiev, in Ucraina, dove trascorse l’infanzia studiando danza e recitazione; l’identità dei genitori era avvolta nel mistero. Nel 1919 fu costretta a fuggire a causa della rivoluzione d’Ottobre insieme a George Schleem, un finanziere conosciuto alla stazione ferroviaria di Sebastopoli, il quale poco tempo dopo diventerà suo marito. La coppia viaggiò su una nave tedesca fino a Costantinopoli, da lì con passaporti falsi acquistati con la vendita dei gioielli di famiglia arrivarono in Grecia e poi in Francia;  qui Valentina lavorò nel cabaret “ Die Fledermaus” per due stagioni, riuscendo a guadagnare un po’ di soldi per compiere il suo viaggio negli Stati Uniti.

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Soprabito da sera del 1926, Met museum

Nel 1923 George e Valentina arrivano a New York, con pochi soldi e molte ambizioni, oltre a una valigia piena zeppa di vestiti cuciti da Valentina. George negli Stati Uniti cambiò il cognome in Schlee e divenne manager finanziario della moglie oltre che impresario teatrale. Intanto la carriera di Valentina comincia a prendere corpo. Nel 1928 il suo atelier a New York era molto conosciuto, e mentre le flappers indossavano vestiti corti al ginocchio, Valentina abbagliava con lunghezze alla caviglia e colli alti. Così scriveva Vogue negli anni ’20. Era un vero modello di autopromozione, indossando personalmente le sue creazioni e divenendo testimonial di se stessa. Era conosciuta per una visione che respingeva “ la moda” in favore dello “stile”.

Abito da sera 1927, Met museum

Abito da sera 1927, Met museum

Abito da sera 1930, Met museum

Abito da sera 1930, Met museum

 

Fu inoltre nota per le superbe costruzioni e i drappeggi sofisticati declinati in abiti fluenti, i tagli in sbieco ispirati a Vionnet, o quelli in stile ellenico con pieghe come quelli proposti da Madame Grès. Nel 1935 creò delle giacche-mandarino e abiti obi con cappelli a punta orientali. I copricapi eccentrici affascinavano Valentina, che disegnava modelli in stile “coolie” (termine che si riferisce ai lavoratori asiatici), da indossare sia di giorno che di sera. Fu una delle prime stiliste ad adottare la moda della reticella per capelli d’ispirazione medievale, e la prima a presentare cuffie decisamente originali.

Abiti da sera, 1935, Met museum

Abiti da sera, 1935, Met museum

Valentina in the early 1940s. Photo by John Lee, courtesy of the Estate of Valentina Schlee.

Primi anni 40, Photo by John Lee

Il fatto di essere stata una ballerina influenzò molto le sue creazioni che prediligevano semplicità e libertà nei gesti e nei movimenti del corpo. Nel 1940 si trasferisce nel salone sulla 67/Th Street. Qui vi erano 65 dipendenti ed era lei ad occuparsi di tutto, dalla creazione dei modelli alle campagne pubblicitarie, fino alla vendita. I suoi vestiti erano cuciti solo su ordinazione e furono indossati da circa duemila clienti.

Abito da sera, 1941, Met museum

Abito da sera, 1941, Met museum

Abito da sera 1940, Met museum

Abito da sera 1940, Met museum

Durante gli anni della guerra il suo stile divenne di tipo etnico e monastico, ma anche legato alla vita di tutti i giorni, rispondendo alle esigenze delle donne americane che adottavano abiti sportivi e pratici. Valentina creò abiti da sera con pratiche tasche e camicie a maniche lunghe, apparse su Harper’s Bazaar e indossate da Millicent Rogers. Durante il periodo bellico fece da testimonial alle calze in rayon opaco della Gotham Hosiery, creò turbanti a basso costo e tute da lavoro per chi partecipava alla guerra. Nel 1942 realizzo un soprabito denominato “ Bashlyk”, che presentava una chiusura frontale drappeggiata, un cappuccio in jersey e un gancio porta torcia elettrica.

Modello Bashlyk, 1942, Foto: http://www.diktats.com

Modello Bashlyk, 1942, Foto: http://www.diktats.com

Alla fine degli anni ’40 Valentina affermò:” la semplicità sopravvive ai cambi di moda. Le donne chic ora indossano abiti che hanno acquistato da me nel 1936. Indossate il secolo, dimenticate l’anno! “. All’epoca fu anche una grande costumista teatrale per le produzioni di Brodway, disegnando tra l’altro i famosi costumi per Katharine Hepburn in Scandalo a Philadelphia (1939). Ma fu Greta Garbo la sua migliore cliente, per la quale disegnò un intero guardaroba. Il rapporto tra le due donne non era solo di tipo professionale; spesso si frequentavano anche in privato tanto che George divenne impresario di Greta. I gossip che circolavano all’epoca erano che George era divenuto l’amante di Greta e che addirittura ci fosse stata una relazione a tre. Valentina era molto simile all’attrice, sia fisicamente che nei gesti, che erano drammatici, quasi teatrali. I giornali raccontarono che George incontrò Greta nuda nel camerino dell’atelier di Valentina e che accidentalmente lei non aveva chiuso le tende. Fu l’inizio di una lunga relazione, enigmatica e contradditoria, incapace di essere capita dalla moglie. Oramai il rapporto tra le due donne era rotto.

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Alla fine degli anni ’50 chiuse il suo atelier e nel ’64 George fu colpito da un attacco di cuore. Secondo le sue volontà alla moglie andò l’appartamento e parte del denaro. Valentina muore nel 1989 all’età di novanta anni, dopo anni di successi e molte sofferenze, ma con la certezza di aver lasciato qualcosa di indelebile.

Francesca Galassini

 

Bibliografia:

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Storia della Moda dal 1850 a oggi di Daniel James e Nancy Deihl. Einaudi