Oggi vi proponiamo il terzo volume di una serie che vuole raccontarci la storia dei colori: con un primo volume sul blu (2000), seguito da uno sul Nero (2008), poi di uno sul Rosso (2016) ed è previsto anche un quinto sulla storia del Giallo. Scritti da Michel Pastoureau, storico, specialista di storia dei colori, degli emblemi e dei simboli.

 

Verde storia di un colore ci parla di come la storia del verde sia da sempre stata legata alla difficoltà, soprattutto dei paesi mediterranei, di creare delle tinture che fossero stabili e lucenti, come avveniva nei paesi del Nord; per ciò il verde era stato originariamente messo da parte dai greci e dai romani. Durante il medioevo acquisisce una connotazione positiva come simbolo della natura, della primavera e della gioventù; ma anche grazie alla sua natura cangevole, assume connotazione poco lusinghiere come il colore del diavolo e delle streghe, diventando cupo, sporco.

Neanche della riforma protestante, che mescolò un po’ le carte nella storia dei colori, ne usci ben librato; il verde fu accantonato anche durante l’illuminismo dove le signore aristocratiche ritenevano che gli abiti verdi alla luce delle candele (che era il tipo di illuminazione più usato all’epoca) diventassero dei brutti abiti marroni che decisamente non le donavano.

Fu solo tra la fine del settecento e l’inizio dell’800 quando il verde finalmente riuscì ad avere un po’ di fortuna, imponendosi come colore della borghesia, del tempo libero, dell’igiene per poi inciampare di nuovo, fino ai nostri giorni dove è diventato simbolo della protezione dell’ambiente.

Si tratta di un opera molto ben documentata, scorrevole, piena di informazione senza risultare noiosa o pesante; il libro è diviso in capitoli che ripercorrono le tappe più importanti della storia del colore, il tutto illustrato con bellissime immagini a colore.

Il libro è stato pubblicato nel 2013 e le seguirà l’ultimo della serie: Giallo, storia di un colore, il suo prezzo è di 29,80 euro.

Ana Muraca