Una mela al giorno toglie la discarica di torno

La mela possiede proprietà benefiche ben superiori ad altre tipologie di frutta e se addirittura esiste un proverbio che lo afferma, vuol dire che il suo valore già si conosceva da molto tempo addietro, addirittura dall’epoca dei Romani.
Nonostante tutte le proprietà benefiche, nell’immaginario collettivo la mela rappresenta comunque un “frutto peccaminoso”: quello che ha spinto Eva a commettere il peccato originale condannando tutti gli uomini, dono simbolo che elegge Elena di Troia la più bella del mondo facendo scoppiare una guerra e l’inganno velenoso che fa cadere Biancaneve in un profondo sonno.
E se si sa che borse e scarpe sono le maggiori tentazioni delle donne, forse Eva aveva scambiato il pomo della discordia per una deliziosa borsa e Elena credeva che Paride le stesse regalando un paio si scarpe. Perché dico questo?

Pellemela Bag, disegnata da Carlo Busetti nel 2015 Foto: lifegate.it

Fare moda con le mele è possibile grazie all’intuizione dell’ingegnere Alberto Volcan sviluppata da Frumart Leather srl, azienda di Bolzano fondata da Hannes Parth che dal 2009 ricicla le fibre di scarto della lavorazione industriale agroalimentare per produrre pelle ecologica chiamata “pellemela”. Il suo primo impiego nell’industria della moda è stato nel 2015 con la realizzazione della “Pellemela Bag”, la prima borsa naturale presentata durante l’Expo 2015 su disegno dall’artista Carlo Busetti dello studio tecnico associato trentino Dilegno, e realizzata dall’azienda March di Bolzano.
Questa similpelle vegetale è un biopolimero realizzato con resti di mele dell’Alto Adige (bucce e torsoli essiccati da cui si ricava una farina che miscelata con acqua e uno speciale collante naturale e compattata all’interno di un macchinario per stendere la pasta), miscelati con 50% di poliuretano e accoppiati a tessuti, il che è valso il premio “Technology and innovation” al Green Carpet Fashion Award 2018 (prestigioso riconoscimento nell’ambito della moda sostenibile ideato da Eco-Age di Livia Firth in collaborazione con la Camera nazionale della moda italiana). Il risultato è un materiale biodegradabile, impermeabile e traspirante di consistenza e resistenza simile al cuoio che interpreta la filosofia dell’economia circolare, infatti l’azienda acquista la maggior parte delle materie prime da produttori del territorio, e recupera cellulosa altrimenti destinata alla termovalorizzazione, garantendo anche un ottimo effetto estetico sia su scarpe, borse, abiti che accessori.

Ecco alcune creazioni in appleleather “belle e buone”…fossi in voi non MELE farei scappare!

Scarpe

Il primo ad aver utilizzato la pellemela per produrre scarpe è stato Nemanti, marchio di scarpe cruelty free, in occasione della Milan fashion Week 2017 aveva presentato svariati modelli di scarpe utilizzando l’appleskin. La linea uomo spaziava dai classici modelli Oxford, monkstrap, polacchino e mocassino alle sportive sneakers; per la donna Oxford, slip-on e stivaletti accanto ad una ricca varietà di flats, décolleté e sandali.
Nel 2018 anche il calzaturificio Alma di Montecosaro (MC) scommette sulla “pelle-mela” per la collezione di calzature estive da donna D+ Khrio, declinate in una palette di colori pastello grazie a tinture ad acqua.
6 i modelli della collezione primavera-estate 2019 di Womsh, prodotte in Italia da Gianni Della Mora, in uno stabilimento alimentato al 100% con energia da fonti rinnovabili, le quali una volta utilizzate possono essere riportate in negozio e le suole saranno riutilizzate per fare parchi giochi e piste di atletica, grazie a una partnership con Esosport, società che raccoglie suole di scarpe usate in tutta Italia a questo scopo.
Ultima in ordine cronologica la linea di sneaker ID.EIGHT ideata da Dong Seon Lee, stilista coreano, e Giuliana Borzillo, product manager napoletana, fondatori della start up innovativa ID.LAB presentate lo scorso gennaio. Caratterizzate da un design casual e unisex con richiami agli anni ’90, sono realizzate da tre tipologie di simil-pelle derivanti da frutta: Pinatex realizzato con foglie di scarto dell’ananas, Vegea textile ricavato dalla vinaccia e Pelle-mela. Originale e sostenibile anche il packaging, realizzato in carta riciclata e al cui interno vi è una “bomba di semi” da piantare in un vaso o lanciare in un giardino della propria città per attrarre le api.

Scarpe ID.EIGHT

Grande successo della apple anche in America – e in questo caso non parliamo del brand di elettronica). Nel 2017 l’azienda americana (e tutta al femminile) VEERAH ha lanciato la primissima linea al mondo di scarpe vegane realizzate partendo da bucce di mele biologiche. La collezione, composta da 3 modelli di décolleté con tacchi di altezze differenti, di cui uno open toe e un altro a fantasia floreale, accompagnata da una serie di accessori intercambiabili.
Anche un brand del lusso come Tommy Hilfiger è caduto in tentazione e per la stagione Primavera-Estate 2020ha presentato due modelli di sneaker la cui tomaia è realizzata per il 24% con fibre di bucce di mela riciclate fornite dall’italiana Frumart.
Progettati sia per uomini che per donne, questi primi due modelli sono disponibili in bianco e blu navy e possono essere acquistate in una selezione di negozi monomarca, sull’e-commerce e in selezionati retailer.

Borse

In fatto di estetica e resistenza, le borse realizzate non hanno niente da invidiare a quelle realizzate in vero cuoio e questo lo dimostra il fatto che anche una donna dai gusti raffinati come Kate Middleton abbia apprezzato molto l’originale regalo ricevuto lo scorso 9 gennaio per il suo 38esimo compleanno. Di cosa si tratta?
Della borsa modello “Brigitte Oxymore” realizzata completamente in appleleather firmata dal marchio francese di moda ecologica Ashoka Paris, che ha vinto i Peta Fashion Awards organizzati dalla nota associazione animalista.
Altrettando da “Lady” (ndr. varietà di mela ibridazione naturale tra le Golden Delicious e le Lady Williams) le handbags di Happy Genie, brand svizzero nato da un progetto ideato a Zurigo dalla fondatrice Tanja Schenker e sviluppato in collaborazione con aziende manifatturiere italiane. Gli scarti delle mele del Trentino vengono trasformate in deliziose borse colorate, realizzate a mano tra Firenze e Varese, disponibili in moltissime varietà – come le mele, di cui ne esistono oltre 7.000! – grazie alla possibilità di cambiare la clutch interna, la patta esterna e la tracolla.

Borsa Ashoka Paris

 

Abiti

Benedetti Life, brand di moda sostenibile lanciato dalla giovane stilista Mateja Benedetti e dalla Graphic Designer (nonché sua migliore amica) Sasa Kladnik, ha realizzato meravigliosi abiti in pelle di mela minuziosamente tagliata con tecnologia laser a imitare i moderni pizzi che hanno sfilato alla Mercedes Benz Ljubjana Fashion Week e le hanno fatto guadagnare la finale del Green Carpet nel 2017.

Insomma, oltre a fare bene all’organismo le mele fanno bene anche al pianeta e dunque è così che potrebbe essere riadattato il famoso proverbio sulle proprietà benefiche delle mele se parliamo di moda: “Una mela al giorno toglie la discarica di torno”.
Quindi da ora in poi le bucce di mela sono da scartare solo se s’intende nell’accezione di “togliere la carta” da un pacco regalo contenente una di queste borse in appleleather o un paio di sneakers di pellemela.

 

Federica Lassandro

 

BIBLIOGRAFIA
Testo -> Fondazioneveronesi.it, technofashion.it, fashionnetwork.com, iodonna.it
Immagini-> sito web rispettivi brand
Foto Pellemela Bag -> Vegolosi.it