Dagli scarti delle arance, l’eco-tessuto vitaminico

Negli ultimi cinquant’anni, l’aumento del consumo di cibo processato ha portato alla produzione di enormi quantità di sottoprodotti alimentari non più commestibili che devono essere smaltiti a scapito delle risorse naturali.
Parallelamente, l’industria della moda ha vissuto profonde trasformazioni, sia per quanto riguarda i processi produttivi che per la scelta dei materiali, prendendo sempre di più consapevolezza del suo impatto ambientale (l’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo dopo quella del petrolio) e del bisogno di ripensare i modelli di produzione per accontentare i consumatori e il mercato, sempre più attenti alla qualità e alla tutela della salute e dell’ambiente.
Cogliendo un’opportunità dove altri vedevano solo un problema, Orange Fiber, innovativa start-up fondata da due giovani ragazze catanesi, ha sviluppato il primo tessuto sostenibile realizzato da agrumi attraverso un processo industriale virtuoso che permette di ridurre gli sprechi e l’inquinamento, trasformando i sottoprodotti dell’industria agrumicola in una nuova risorsa per il mondo della moda.
Secondo dati aggiornati, solo in Italia ogni anno si producono più di 2 milioni di tonnellate di pastazzo (ndr. sottoprodotto dell’industria di trasformazione alimentare costituito dagli scarti – bucce, semi e polpa – di limoni e arance sottoposti alla spremitura), il quale rappresenta un residuo ingombrante per le industrie di succhi e per l’ambiente a causa dei suoi elevati costi di stoccaggio e trasporto.
Se fino al 2012 i frutti imperfetti sono stati convertiti in biomasse per le energie rinnovabili e utilizzati per la concimazione organica dei terreni, l’alimentazione del bestiame e l’estrazione della pectina (polisaccaride addensante naturalmente presente nella frutta e largamente impiegato nella produzione di marmellate), grazie a Adriana Santanocito ed Enrica Arena, le 2 founder, e al supporto del Politecnico di Milano, adesso avanzi e sottoprodotti dellʼindustria agrumicola si trasformano in un tessuto innovativo e sostenibile, elegante e di qualità Made in Italy.

 

IL PROCESSO PRODUTTIVO
La filiera ha origine in Sicilia, e più precisamente nella provincia di Catania, dove un impianto trasforma tra le 40mila e le 60mila tonnellate all’anno del residuo delle arance spremute per fini industriali (ovvero produzione dei succhi di frutta) in cellulosa. Per fare 1mq di tessuto servono 5 chili di arance e 2,5 chili di bucce. Una volta estratta la cellulosa le fasi di filatura e tessitura vengono delegate rispettivamente in Spagna (vicino Barcellona) e a Como, grazie ad accordi con aziende partner tra cui la comasca Taborelli. Dalla penisola iberica le “bucce” tornano in forma di rocchetti che vengono mandati nel comasco per essere trasformati in tessuti. Dallo stesso filato si può ricavare un tessuto simile alla seta o al cotone di colore bianco e inodore che può essere stampato e colorato come i tessuti tradizionali, opaco o lucido, e usato insieme ad altri filati o in purezza.

I primi prototipi di tessuti realizzati – presentati nel settembre 2014 in occasione della Vogue Fashion Night Out – sono stati un raso bianco e un pizzo nero e bianco ottenuti tessendo Orange Fiber con della seta comasca. Grazie a produzioni successive è stato sviluppato un twill 100% Orange Fiber, impalpabile e leggero, simile alla viscosa.

Negli anni Orange Fiber ha vinto numerosi premi tra cui il Premio Nazionale per l’Innovazione “Premio dei Premi” 2016 (Design italiano), il Technology and Innovation Award 2017 al Green Carpet Fashion Award Italia, la prima edizione del Global Change Award, premio internazionale indetto dalla H&M Foundation, per selezionare e accelerare le innovazioni con il più alto potenziale di trasformazione della filiera moda in chiave sostenibile, che ha riconosciuto all’azienda un contributo di 150mila euro. Le due startupper sono inoltre state insignite del premio Gaetano Marzotto e si sono classificate fra le tre migliori startup italiane ai Macchianera Italian Awards, ricevendo anche la menzione speciale Working capital.
Capace di unire etica ed estetica e conservare intatte le risorse del pianeta per le generazioni future, l’eco-tessuto vitaminico ha anche effetti benefici sulla pelle: attraverso un processo produttivo brevettato che fa ricorso alle nanotecnologie, l’olio essenziale degli agrumi viene incapsulato e fissato sui tessuti e questo permette il rilascio automatico e graduale di vitamine A e C con importanti effetti benefici nutritivi e idratanti. Una caratteristica garantita per una ventina di lavaggi anche se è in fase di studio una modalità per la ricarica con ammorbidenti specifici.
L’Orange Fiber è dunque un filato cosmetico ed “intelligente” che niente ha da invidiare a quelli cui siamo abituati, sia in termini di estetica che di prestazioni. Motivo per cui alcuni brand hanno bussato alla porta delle due ragazze per dare vita a vitaminiche collaborazioni.

Ferragamo Orange Fiber Collection 2017
Coerente al proprio motto “Responsible Passion” Salvatore Ferragamo ha colto per primo l’essenza e le potenzialità espressive dell’Orange Fiber presentando la Ferragamo Orange Fiber Collection in occasione del 47esimo Earth Day (il 22 aprile 2017). La linea moda composta da abiti, borse e scarpe camicie, pantaloni e foulard è impreziosita dalle stampe originali di Mario Trimarchi, architetto e designer Compasso d’Oro 2016, e dalla sua interpretazione dello scenario mediterraneo. L’incontro fra le due realtà ha dato vita ad un’esclusiva collezione daily wear che celebra la creatività mediterranea e combina naturalezza e comfort.
La Orange Fiber Capsule Collection che è stata inserita anche tra le 300 opere della mostra “Fashion From Nature” al V&A Museum di Londra.
H&M Conscious Exclusive Collection 2019
Lo scorso anno il brand di moda svedese ha lanciato la “Conscious Exclusive Collection”, una linea di abbigliamento e calzature realizzata con fibre 100% naturali ed ecosostenibili, derivate da scarti ortofrutticoli e da altri vegetali: la Piñatex, un’alternativa naturale alla pelle proveniente dalle foglie di ananas, Bloom, una schiuma vegetale estratta dalle alghe, e l’Orange Fiber. In linea con il proprio impegno per una moda più green e sempre attento alle innovazioni di settore, H&M ha impiegato l’innovativo tessuto vegetale per creare un sofisticato top in stile boho, omaggio alla bellezza della Natura.

CENTOCINQUE LIMITED EDITION by SARTORIA MARINELLA

La storica sartoria napoletana E.Marinella, icona della moda italiana, sposa la sostenibilità scegliendo il tessuto nato dalle arance per realizzare un’edizione speciale delle proprie cravatte. Presentata nella bucolica e meravigliosa cornice della Limonaia di Giardino Corsini durante la 96esima edizione di Pitti Immagine Uomo lo scorso giugno 2019, “Centocinque”, questo il nome della limited edition, coniuga passato, presente e futuro, e mette l’accento sul valore della tradizione, dell’artigianalità e della qualità delle produzioni Made in Italy e sull’importanza dell’innovazione e della sostenibilità dei materiali per il rilancio del comparto moda italiano.

 

Federica Lassandro

FONTI
Orangefiber.it (anche per le immagini)
Forbes.it
Tustyle.it

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